Cina ‘esige’ delle scuse per morte commissari Onu

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27 Luglio 2006

PECHINO: Una Cina "arrabbiata" ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ieri di "condannare" l’attacco israeliano contro gli osservatori Onu nel Libano meridionale che hanno provocato la morte di 4 caschi blu, rispettivamente dell’Australia, Canada, Cina e Finlandia.

L’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Wang Guangya, ha però deciso di smorzare la durezza della bozza del testo da presentare cancellando la richiesta per porre immediatamente fine ai conflitti in Libano ed il riferimento alla "scelta apparentemente deliberata del bersaglio" delle truppe delle Nazioni Unite da parte delle forze israeliane.

Le modifiche sono state fatte dopo l’incontro privato di Wang con l’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, John Bolton. La bozza iniziale di Wang si riferiva al "bersaglio deliberato" della postazione Onu nella dichiarazione del Segretario Generale Onu, Kofi Annan la sera prima.

La Cina ha "condannato" il bombardamento e chiede delle scuse da parte dell’ambasciatore israeliano, ha dichiarato ieri il portavoce degli Esteri, Liu Jianchao.

Condanne all’attacco sono giunte anche dal presidente Hu Jintao, non appena ha saputo del raid contro i caschi blu.

La vittima cinese, Du Zhaoyu, era uno dei 180 funzionari, soldati e osservatori cinesi che lavoravano in Libano in missione di pace per le Nazioni Unite, riferisce l’agenzia ufficiale Nuova Cina. Du, colonnello presso l’Esercito Popolare di Liberazione, era in Libano da gennaio. L’assistente al ministero degli Esteri, Zhai Jun, ha chiamato l’ambasciatore Yehoyada Haim ieri per un incontro "d’emergenza" sull’incidente.

"La parte cinese chiede a quella israeliana un’inchiesta completa, delle scuse ufficiali alla Cina e ai familiari della vittima", queste le richieste fatte ad Haim, riferisce Liu Jianchao. Haim ha infatti presentato le scuse ufficiali e ha promesso che Israele avrebbe portato avanti l’inchiesta sull’accaduto.

"La Cina farà tutti gli sforzi diplomatici possibili insieme alla comunità internazionale per promuovere la ripresa della pace e della stabilità nella regione del Medio Oriente", ha dichiarato ieri Liu Jianchao.

Gli Stati Uniti hanno ripetuto che un immediato cessate il fuoco non è la giusta soluzione perché congelerebbe soltanto i problemi, permettendo agli Hezbollah di riorganizzarsi.

La morte di Du, insieme a quella di altri tre osservatori Onu è stato l’argomento principale di tutti i principali siti web d’informazione in Cina, e la "rabbia" per l’accaduto ha dominato tutte le chat cinesi.

"Condoglianze alle vittime! Se Israele disprezza le Nazioni Unite e interrompe il rapporto di fiducia con gli altri Paesi, è solo perché ha il sostegno degli Usa", sostiene una nota pubblicata sulla chat del sito web del quotidiano People Daily.

La reazione pubblica è stata comunque meno forte di quella del 1999, seguita al bombardamento americano dell’ambasciata cinese a Belgrado in cui persero la vita 4 cittadini. Decine di migliaia di persone scesero in piazza in Cina per protestare contro l’incidente.

La Cina, che ha stabilito relazioni diplomatiche con Israele solo nel 1992, è da tempo uno dei maggiori alleati della Palestina in Asia. Ciononostante, ha cercato di stringere rapporti anche con Israele negli ultimi anni, in quanto bisognosa di rifornimenti di tecnologia militare ed informatica.

Ylenia Rosati

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