Cina-Germania: Merkel chiede alla Cina un maggiore ruolo internazionale

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22 Maggio 2006

PECHINO. Il cancelliere tedesco Angela Merkel è giunta ieri a Pechino, per la sua prima visita in Cina da quando si è insediata al Governo lo scorso novembre.

Obiettivo della visita sarà convincere il Gigante asiatico ad assumere un maggiore ruolo internazionale, integrando la sua potenza economica ad una maggiore presenza diplomatica. Più precisamente, la Germania spera che la Cina si impegni innanzitutto a risolvere la questione nucleare iraniana e coreana.

La Cina, che possiede il diritto al veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si è infatti più volte dichiarata contraria all’uso della forza e all’applicazione di sanzioni verso l’Iran.

Inoltre, la Merkel inizierà oggi dei colloqui con il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao a Pechino, per discutere la firma di oltre 20 contratti.

"La Germania è un partner commerciale importante per la Cina con un volume di scambi di 63,2 miliardi di dollari nel 2005, pari ad 1/3 degli scambi con l’Ue", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Jianchao.

La Germania possiede oltre 1.800 società in Cina e le sue esportazioni verso la Cina sono salite a quota 18 miliardi di euro lo scorso anno, dai 270 milioni di euro del 1972.

Merkel incontrerà anche il Vescovo Alysius Jin Luxian, nel tentativo da parte dei funzionari tedeschi di trattare la questione delle libertà religiose.

Tuttavia, secondo gli esperti il cancelliere dovrà affrontare una sfida ben più grande di quella del suo predecessore, Gerhard Schroeder, nell’esercitare pressioni sulla leadership cinese. "Schroeder aveva ottime relazioni con la Cina anche perché evitava di esprimere critiche", riferisce un esperto sull’Asia presso l’Istituto tedesco per gli Affari internazionali di Berlino e aggiunge "Il Governo cinese sarà più prudente con la Merkel, almeno all’inizio".

La Merkel aveva infatti criticato gli sforzi di Schroeder nel voler toglier l’embargo sulle armi imposto alla Cina dall’Ue, dopo la repressione di piazza Tiananmen nel 1989.

In un patto di coalizione firmato lo scorso anno, il suo Governo ha giurato di intensificare il dialogo con Pechino sulla questione dei diritti umani e sulla democrazia.

Ylenia Rosati