Cina-Giappone: concluso sesto round di discussioni su gas, ma accordo ancora lontano

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10 Luglio 2006

PECHINO: Cina e Giappone, le cui relazioni bilaterali sono peggiorate a causa di contese risalenti addirittura a prima della Seconda Guerra Mondiale, hanno concluso ieri due giorni di discussioni sullo sfruttamento del gas naturale nel Mar Cinese Orientale, senza però aver raggiunto alcun accordo.

"Ci sono ancora delle grandi differenze", ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese.

Si tratta della sesta tornata di discussioni nel tentativo di risolvere le differenze riguardo lo sfruttamento di un giacimento di gas naturale conteso nel Mar Cinese Orientale.

A maggio il Giappone aveva dichiarato di stare considerando l’uso congiunto del giacimento con la Cina, dopo che il ministro degli Esteri giapponese Taro Aso e la sua controparte cinese, Li Zhaoxing, avevano discusso la questione in un meeting in corrispondenza del summit asiatico a Doha, Qatar.

L’agenzia di stampa ufficiale giapponese Kyodo ha riferito ieri che le due parti hanno raggiunto un accordo per la costituzione di un nuovo gruppo di esperti tecnici, per evitare che gli incidenti nell’area si trasformino in conflitti.

La Cina nutre ancora un forte risentimento per l’invasione giapponese e l’occupazione di parte del Paese tra il 1931 e il 1945, e ha più volte accusato i leader giapponesi di non aver riconosciuto le atrocità commesse dall’Esercito imperiale.

La contesa riguardo il giacimento ha contribuito anch’essa a inasprire i rapporti tra i due vicini.

I due paesi non concordano sulla posizione del confine tra le loro zone economiche esclusive nel Mar Cinese Orientale, e il Giappone ha espresso preoccupazione che la Cina, sempre più affamata di energia, possa rivolgersi presto alla nuova zona per sostenere il suo boom economico.

Ylenia Rosati

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