Cina: Giochi Olimpici 2008, strutture sanitarie vanno migliorate

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13 Giugno 2006

PECHINO: La città si prepara a rafforzare i suoi servizi medici d’urgenza, in previsione dell’afflusso di visitatori in occasione dei Giochi Olimpici del 2008.

Nell’agosto del 2008, la capitale cinese prevede di ricevere 250mila stranieri ma anche 30 mila cinesi.

Ciononostante, le strutture di intervento medico d’urgenza non sono ancora all’altezza di un tale evento internazionale, colpa della formazione specifica della medicina d’urgenza qui e della mancata coordinazione tra i diversi servizi della capitale.

D’altronde, il concetto di medicina d’urgenza in Cina è ancora piuttosto recente, il primo servizio è stato aperto a Pechino nel 1983 grazie al sostegno del Governo italiano.

Nel 1988, la città dai 13 milioni di abitanti, ha creato il sistema di medicina d’urgenza chiamato "120", dal numero di telefono gratuito che permette di contattarlo.

Nel 2005, secondo le fonti governative, il "120" ha ricevuto 100mila chiamate portando soccorso a 94.847 persone.

"Esiste un grosso problema di organizzazione in Cina", sottolinea Jean-Louis Pourriat, direttore dei servizi di medicina d’urgenza dell’ospedale parigino l’Hôtel-Dieu che ieri, insieme ad altre 4 strutture ospedaliere parigine, ha concluso degli accordi di collaborazione con i 5 maggiori ospedali della capitale cinese. L’obiettivo è promuovere lo scambio e la formazione di esperti, per l’internazionalizzazione dei grandi ospedali di Pechino in vista dei Giochi Olimpici.

Altra questione delicata in Cina è quella del pagamento dei servizi sanitari.

Infatti, in questi ultimi mesi, gli ospedali cinesi sono stati criticati per la morte di alcuni malati non accettai presso le strutture, poiché non potevano pagare in anticipo i trattamenti.

Questa collaborazione si iscrive nel quadro di un programma di cooperazione nel settore della medicina d’urgenza, lanciato 4 anni fa (con un budget di 1.5 milioni di euro) dopo l’epidemia della sindrome respiratoria acuta severa (SARS).

Ylenia Rosati