Cina: giovani, musica pop batte folklore tradizionale

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17 Luglio 2006

SHANGHAI: Xiao Weixin non ce l’ha fatta per il concerto dei Westlife.

Lo Shanghai Grand Stage, il moderno auditorium dove si è tenuto il concerto a giugno, contiene dalle 8mila alle 10mila persone, e i prezzi dei biglietti si aggiravano allora tra i 150 yuan (15 euro) e i 1.580 yuan (circa 160 euro). Due giorni prima dello show della band irlandese, quasi tutti i biglietti erano già esauriti.

Le band giovanili con le loro romantiche ballate pop e la loro immagine pulita, sono ormai i nuovi idoli per la nuova generazione cinese. Pochi passatempi sono popolari tra la gioventù urbana quanto il karaoke, e band quali Westlife e Boyzone, o le loro controparti più locali come i taiwanesi Mayday, sono i loro generi preferiti. Secondo un quotidiano di Pechino, i Westlife vantano un fan club in Cina di oltre 50 mila iscritti. Il loro ultimo album, "Face to Face", uscito nel 2005, ha venduto in Cina oltre 10mila copie, senza considerare le versioni pirata, che dominano il mercato musicale cinese.

"La maggior parte dei miei amici ama la musica pop occidentale", dice Samuel Zhu, un neo laureato presso l’Università Fudan di Shanghai, e aggiunge, "la musica tradizionale cinese è ormai passata di moda e trovo che la maggior parte delle canzoni locali siano immature e stupide".

A soli 20 muniti in macchina dall’auditorium c’è il Shanghai Majestic Theatre, con i suoi 1.328 posti a sedere e dove, due sere fa, è stata messa in scena la storia del Partito Comunista cinese. Tratto da un rapporto degli anni ’30 del giornalista americano Edgar Snow, l’opera è ambientata a Yan’an, una lontana zona montuosa dove i primi comunisti cinesi si nascondevano dai giapponesi e dalle forze nazionaliste del Kuomingtang, poi fuggite a Taiwan. Sebbene ispirato ad elementi chiave del folklore cinese, sono pochi gli studenti a saperne qualcosa.

"Un’opera di Edgar Snow? Non ne ho mai sentito parlare all’università, non penso che molti saranno interessati. Anche se a dire il vero, trovo molto strano che molti come me conoscano di più la storia antica della Cina che i fatti del secolo scorso", sottolinea Zhu.

Ylenia Rosati

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