In Cina il Natale è la festa dei ricchi

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20 Dicembre 2006

SHANGHAI: Perché i cinesi amano il Natale? "Sembra Carnevale", commentava qualche giorno fa una ragazza europea al passaggio di decine di finti Babbo Natale per le strade di Shanghai.

A meno di una settimana dalla Vigilia, le principali città cinesi sono adornate di simboli natalizi. La maggior parte delle persone non sa che si celebra la nascita di Cristo, ma considera il Natale l’equivalente straniero del Capodanno Cinese. Il valore del paragone, considerata l’importanza dell’amato Chunjie (Capodanno Cinese), spinge gli ospitali asiatici a voler rendere al meglio l’atmosfera della nostra festa.

Così ne hanno già adottato tutti i simboli: l’albero di Natale, Babbo Natale, le renne, la neve, le luci scintillanti, i canti, i regali, fino ai torroncini e ai panettoni importati dall’Italia.

A mancare è proprio il Presepio, sia perché non è una tradizione americana — è dagli Stati Uniti che molti simboli natalizi sono giunti in Cina – sia perché ha un significato esclusivamente religioso. Se sempre più cinesi si interrogano sulla nostra "abitudine di andare in Chiesa", per la stragrande maggioranza il Natale è solo una giornata "gioiosa, romantica, divertente, da trascorrere in buona compagnia".

Fra le abitudini più diffuse, quella di adornare la propria casa con lucine e scritte augurali — come per il Capodanno – e uscire a cena con gli amici e i propri cari. Ma ad apprezzare il Natale sono soprattutto i commercianti, che si sono specializzati in sconti e promozioni per l’occasione.

A Pechino i migliori ristoranti hanno predisposto per la cena della Vigilia centinaia di menu da 1000 a 3500 yuan — da circa 100 a 350 euro. Qualcuno, soprattutto nella più moderna Shanghai, ha iniziato a promuovere cene a minor prezzo per il largo pubblico, perché a differenza degli europei – spiega un manager del Sofitel — i cinesi, per Natale, amano cenare fuori casa.

Ma se si considera che lo stipendio mensile medio nelle città è inferiore a 300 euro, è ancora più evidente che il Natale riguarda solo i "ricchi". Alla maggior parte delle persone non rimane che ammirare dall’esterno i colori di questa nuova "festa del benessere". Per esprimerne al meglio l’opulenza, le città hanno fatto a gara per costruire l’albero natalizio più alto e stravagante. Fra le migliaia di abeti nei negozi, negli hotel, nei ristoranti e negli uffici, spicca quello da 40.000 euro del New World Department Store di Pechino, 28 metri di altezza e 16 di diametro, che si è aggiudicato il primato nella capitale.

La municipalità di Chongqing, nella Cina sud-occidentale, ha eretto un abete composto di centinaia di lattine di Coca Cola, mentre l’Ocean Aquarium di Shanghai ha accolto i primi visitatori con un albero, alto otto metri, costruito con cinquecento vecchi ombrelli, per ricordare ai bambini il rispetto dell’ambiente. Xintiandi, il cuore della concessione francese di Shanghai, si è trasformato in una "piazza natalizia" adornata con tappeti, un focolare, danze e spettacoli dal vivo, ricchi doni e un immancabile grande abete al centro.

La moda imperversa a tal punto che il governo di Zhengzhou, capoluogo della provincia Henan, ha stabilito con un nuovo regolamento che tutti gli alberi di Natale dovranno essere dotati di estintori per ridurre il numero degli incendi recentemente causati dall’amato simbolo natalizio.

La passione per il Natale ha ormai coinvolto tutti i settori industriali. La festa si è trasformata in un’occasione preziosa per inaugurare nuovi hotel, ristoranti, negozi e strutture, tutti destinati alle classi benestanti. La prima clinica post parto a cinque stelle di Shanghai, che offre alle neo mamme stanze al prezzo minimo di 40.000 yuan — 4000 euro – al mese, aprirà proprio il 25 dicembre, come anche il tunnel più largo dell’Asia, a Chongqing.

E ai ricchi sono destinati i costosissimi regali che si possono ordinare anche via Internet attraverso i tanti siti natalizi. Fra le idee regalo preferite, accanto a gioielli e vestiti firmati, riscuote sempre più successo la moda, diffusa dagli zoo, degli accessori natalizi per piccoli animali domestici.

Da quest’anno si può affermare con certezza che la festa del "povero bambin Gesù" sia diventata per i cinesi un nuovo status symbol del benessere. Ma non ci dobbiamo scandalizzare, perché i cinesi tradizionalmente "imitano" ciò che vedono. Che idea abbiamo dato loro del Natale? Di fronte alla profanità con cui gli expat residenti in Cina si preparano a festeggiare la sera della Vigilia, e i nostri connazionali affollano i mercati del falso, i sexy shop e i negozi di alimentari alla ricerca del regalo più goliardico per gli amici rimasti in Italia, non ci resta che riflettere mentre assistiamo ai festeggiamenti di questo nuovo Carnevale.

Marzia De Giuli

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