Cina: il Paese con il più alto numero di suicidi

21 Giugno 2006

PECHINO: Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Cina è il Paese con il più alto tasso di suicidi femminili.

Ogni anno, 1.5 milioni donne cercano di togliersi la vita e oltre 150mila ci riescono.

Il problema è ben peggiore nelle aree rurali, dove il tasso di suicidio è 3 volte più alto che nelle città. Secondo Xu Rong, direttore del Progetto per la prevenzione dei suicidi, ha riferito che una delle ragioni è la disponibilità dei veleni nelle aree rurali. I tentativi di suicidio possono molto spesso essere impulsivi, ma sono anche il risultato di fardelli che pesano soprattutto sulle spalle delle donne che lavorano nelle campagne. Il matrimonio è uno di quei settori dove la tradizione cinese prevale ancora.

La maggior parte dei matrimoni sono organizzati e gestiti come se fossero degli accordi commerciali, in cui i genitori dello sposo "acquistano" la sposa, che diventa così parte della famiglia, ma dove è comunque lei la più debole.

Il 70-80% dei suicidi è il diretto risultato dei conflitti tra marito e moglie.

"In alcune zone della Cina è ancora valido il detto secondo cui sposare una donna è come comprare un cavallo: posso cavalcarti e colpirti come e quando voglio", sottolinea Xie Lihua, editrice di una nota rivista femminile in Cina, che ricorda come i valori tradizionali qui siano ancora un problema. Per la maggior parte delle donne non esiste una facile via di uscita da un matrimonio infelice. Il divorzio significherebbe rinunciare alla sicurezza finanziaria della famiglia e gettarla in un futuro incerto.

Secondo Xu Rong, alcun donne tentano il suicido come un modo per chiedere un trattamento migliore da parte dei mariti e recuperare la propria dignità. Per molti anni, le leggi sul matrimonio hanno reso illegale la pratica dei matrimoni combinati, ma si sa, le tradizioni sono dure a morire. Alle tradizioni si aggiungono poi anche le nuove tendenze a mettere sotto pressione le donne cinesi. Nelle aree rurali, dove la rete sociale è ancora debole, i figli maschi sono preferiti alle femmine, poiché solo i maschi resteranno nel villaggio a badare ai genitori una volta anziani.

Il risultato è un aumento di aborti. Per ogni centinaio di bambine nate in Cina, 117 sono maschi, sostengono le stime ufficiali. Entro il 2020, la Cina potrebbe avere 40 milioni di donne in meno, lasciando molti uomini senza una moglie.

"Le donne però subiranno una sorte ben peggiore, per quanto riguarda il disequilibrio dei sessi, nei prossimi 20 anni. Rapimenti e traffico di donne aumenteranno, così come la prostituzione e i casi di stupro", sottolinea Xie.

L’organizzazione di Xu Rong cerca di prevenire i suicidi fornendo alle donne dei gruppi di sostegno, dove possano esprimersi liberamente e ricevere consulenze. Sebbene questi gruppi siano ancora limitati a pochi villaggi, hanno comunque registrato un grande successo, e Xu Rong spera di espandere il suo progetto a livello nazionale.

Ylenia Rosati

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