Cina, India e Brasile, devono incrementare la loro efficienza energetica

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31 Maggio 2006

PECHINO: Cina, India e Brasile, potrebbero ridurre i consumi energetici di un quarto, se le banche appoggiassero i progetti che riguardano il comparto energia, questo quanto riferito da uno studio internazionale. Il rapporto sulle tre nazioni, condotto dalla Banca Mondiale e dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, afferma che le banche hanno sorvolato le possibilità di incrementare i loro profitti dal prestito che aiuterebbe ad evitare gli sprechi energetici in un periodo che vede il prezzo del barile oltre 70 dollari USA.

‘Tagliare gli sprechi è il modo più economico, facile e veloce per risolvere i molti problemi energetici, migliorare l’ambiente, incrementare la sicurezza energetica e lo sviluppo economico’, ha dichiarato Robert Taylor, lo specialista della Banca Mondiale che ha condotto lo studio.

È necessario un riequipaggiamento e una ristrutturazione delle imprese, fabbriche e abitazioni. Se tale lavoro venisse compiuto si arriverebbe ad una riduzione del 25% degli sprechi energetici in Cina, India e Brasile.

Tagliando gli sprechi si potrebbero salvare centinaia di milioni di dollari, tagliare i gas nocivi presenti nell’aria e ridurre le emissioni di monossido di carbonio provenienti dal petrolio, carbone e gas.

Cina, India e Brasile hanno complessivamente 2.6 miliardi di persone, circa il 40% della popolazione mondiale. Il loro consumo energetico e le loro emissioni di gas tossici nell’aria potrebbero, raddoppiare da qui al 2030.

Molti scienziati sostengono che l’incremento della temperatura, potrebbe causare distruzioni, desertificazioni e un graduale innalzamento del livello dei mari.

La ristrutturazione degli impianti deve partire da una più alta efficienza dei sistemi di illuminazione e di aria condizionata.

‘La fonte chiave dei finanziamenti è nel settore delle banche locali’, ha detto Jeremy Levin, uno degli autori della Banca Mondiale, aggiungendo che le banche devono ancora realizzare le potenzialità di prestito che potrebbe aumentare l’efficienza dell’intero comparto energetico.

‘L’efficienza del sistema non è un’alternativa alle fonti rinnovabili’, ha continuato. Quindi riforma delle strutture accompagnata da ricerche e utilizzo delle fonti alternative in maniera combinata, questa la sintesi del documento.

Tra i successi di quest’uso combinato, si può citare l’indiana Pragati Paper, che nei suoi impianti ha investito ben 91.000 dollari, stimando in questo modo di aver risparmiato in un anno 130.000 dollari.

In India, le cinque principali banche hanno fatto dei prestiti ad alcune società appunto per incrementare l’efficienza energetica. Progetti simili ci sono anche in Cina, mentre in Brasile, gli alti tassi di interesse scoraggiano gli imprenditori a domandare prestiti alle banche.

Un miglior uso dell’energia è il miglior metodo per risolvere i problemi che si verranno a creare nel breve periodo di quindici anni, che vedrà l’ascesa sul panorama internazionale delle tre economie emergenti.

Marianna Sacchini