Cina-India: mercato del lusso, opportunità e rischi

a cura di:

Archiviato in: in
13 Giugno 2006

HONG KONG: Cina e India, nuove terre da conquistare per i brand di lusso, rappresentano dei mercati dai grandi potenziali ma che, allo stesso tempo, necessitano di approcci su misura, che prendano in considerazione le possibile "frenate" nel loro finora rapido sviluppo.

La Cina è attualmente il terzo maggiore mercato per i beni di lusso, totalizzando il 12% delle vendite dopo il Giappone (41%) e gli Stati Uniti (17%).

Nel 2010, 250 milioni di consumatori cinesi, 17 volte la cifra attuale, diventeranno i potenziali acquirenti di beni di lusso.

Rispetto agli Usa e all’Europa, i consumatori di beni di lusso in Cina sono giovani, tra i 20 e i 40 anni (rispetto alla media americana ed europea tra i 40-70 anni). Inoltre, la clientela sta diventando sempre più femminile grazie alla maggiore indipendenza economica delle donne in Cina, passando infatti dal 25% delle vendite nel 2001 al 45% del 2005.

Il mercato dei beni di lusso in Cina offre numerosi vantaggi: non solo sta aumentando la "ricca elite" cinese, ma il loro numero sta crescendo anche nelle città di medio livello, per effetto dell’urbanizzazione rampante. Inoltre, la politica del "figlio unico" e l’invecchiamento della popolazione stanno creando i presupposti per "un salario spendibile per i beni di lusso".

Lo sviluppo della Cina come destinazione turistica, incentivato dalla prospettiva dei Giochi Olimpici del 2008 a Pechino e dall’Expo Universale a Shanghai nel 2010, contribuirà anch’esso alla crescita del mercato cinese.

Ciononostante, questo mercato presenta ancora delle serie difficoltà, che vanno prese in considerazione prima che un qualsiasi brand di lusso decida di stabilire un negozio sul suolo cinese.

Si tratta della contraffazione, della legislazione che limita le attività degli investitori stranieri, e infine, della tendenza dei cinesi a risparmiare, raramente infatti i cinesi chiedono prestiti per acquistare beni di lusso.

Per avere successo, i brand di lusso devono quindi ideare una strategia a lungo termine, per difendersi dall’incostanza dei consumatori cinesi. Come? Costituendo negozi nei luoghi più famosi, affidandosi a partner locali competenti, impiegando personale locale e soprattutto addestrandolo, sostiene Stephane Trucchi, direttore generale dell’istituto IPSOS-France, nel corso di un seminario sull’industria del lusso organizzato in questi giorni a Parigi.

Le stime della crescita per quanto concerne l’India sono meno impressionanti, tuttavia, con un aumento del suo GDP del 5% in questi ultimi 5 anni, e un potere di acquisto che è raddoppiato tra il 1999 e il 2003, l’India possiede "un vero potenziale", sottolinea Trucchi.

Ciononostante, la distribuzione dei beni di lusso nel subcontinente resta ancora limitata. In India sono pochi i centri commerciali o i punti vendita per i beni di lusso al di fuori degli hotel di alto livello.

Oltre al rafforzamento della visibilità dei brand di lusso, per la costituzione di una filiale o outlet in India, si dovrà prendere in considerazione il sentimento nazionale di appartenenza ad una forte tradizione culturale e bisognerà adattarsi a questa cultura locale, sottolinea Trucchi.

Ylenia Rosati

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link