Cina e India riaprono lo storico passo della Via della Seta

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6 Luglio 2006

NATHU LA: Il passo himalayano di Nathu La, ad un’altitudine di 4.310 metri, è il terzo valico commerciale ad essere aperto tra Cina e India, ma è considerato il più importante. Da qui infatti passava l’80% dell’ attività commerciale tra i due stati, prima che ne fosse stabilita la chiusura nel lontano 1962 a causa della guerra tra i due paesi. Oggi dopo 44 anni è stato formalmente riaperto.

In questo modo, entrambi le parti, sperano di poter far rinascere la storica rotta commerciale della Via della Seta.

Dozzine di businessmen erano in fila per completare le formalità necessarie per attraversare il confine, in modo da poter andare a visitare le potenzialità del mercato di una e dell’altra parte.

‘Oggi è un giorno storico’, ha dichiarato Pawan Chamling, Ministro dello stato indiano del Sikkim. ‘Un contatto che era iniziato secoli addietro tra le nostre due civiltà si sta ristabilendo oggi. La formale riapertura di questa strada sarà una vittoria per entrambi i nostri paesi’, ha continuato il funzionario.

‘La riapertura del passo di Nathu La, è un passo significativo per incrementare l’amicizia sino-indiana e promuovere legami di buon vicinato’, ha dichiarato Qiangba Puncog, presidente della regione autonoma del Tibet, durante la cerimonia di inaugurazione che si è tenuta vicino al valico di confine.

‘E’ il principale evento per i nostri due paesi per espandere e approfondire la cooperazione economica e gli scambi’, ha detto di fronte a una folla di 400 persone composta da ufficiali e businessmen. ‘Il commercio sino-indiano e la cooperazione economica sono entrate in una nuova fase’.

La riapertura del passo Nathu La, arriva pochi giorni dopo l’inaugurazione del treno che collegherà Pechino a Lhasa. Una ferrovia progettata sotto il segno della politica di ‘apertura all’ovest’, funzionale ad unire una distante periferia del paese ad un centro che cresce ad un ritmo doppio rispetto ad alcune regioni dell’interno.

Il mercato che fiorirà dalla riapertura del valico, non porterà beneficio solo agli abitanti delle regioni di confine di entrambi gli stati, ma costituirà un modo per cercare di porre delle basi durature per creare delle solide relazioni tra le parti, in una regione del pianeta sempre a rischio destabilizzazione.

Ad oggi l’ammontare totale degli scambi commerciali di confine è pari a 100 milioni di dollari. Funzionari locali, riferiscono che l’apertura potrebbe farlo incrementare a 3 miliardi di dollari entro il 2015, se i due paesi costruiranno strade, svilupperanno le infrastrutture necessarie e toglieranno le limitazioni sullo scambio di beni concessi.

Cina e India quindi, le due civiltà più antiche del mondo, le due nazioni più popolose al mondo, considerate a ragione le economie più dinamiche, hanno deciso di mettere da parte i loro dissidi, risolverli, e puntare sulla cooperazione. Una cooperazione tra l’altro, cominciata non a caso con una collaborazione energetica, e con la sigla di contratti che porteranno la compagnia indiana GAIL (Gas Authority of India), e la controparte cinese BGGC (Beijing Gas Group Company), a costruire stazioni di CNG (gas naturale compresso), nella capitale cinese, Pechino. GAIL ha anche firmato accordi con Sinopec Corp. e CNOOC Ltd.

Marianna Sacchini