Cina : inquinamento costa al Paese 200 mld di dollari

6 Giugno 2006

PECHINO: Aumentano i problemi ambientali in Cina, costando all’economia circa 200 miliardi di dollari ogni anno, riferisce il Governo.

"I danni ecologici ammontano ben al 10% del prodotto interno lordo, ha stimato Zhu Guangyao, direttore dell’Agenzia Statale per la Protezione Ambientale, ricordando che il GDP della Cina nel 2005 ammontava a 2.26 trilioni di dollari.

"Nonostante gli sforzi di mezzo milione di ambientalisti e altre organizzazioni, il quadro ecologico del Paese non lascia spazio a stime ottimistiche", sottolinea Zhu in un rapporto in cui descrive come "grave" la situazione ambientale cinese.

Il rapporto, uno dei due pubblicati ieri dall’Amministrazione in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambente, indica tra i maggiori problemi l’eccessivo disboscamento e l’uso di fertilizzanti e pesticidi nella coltivazione. Inoltre, circa il 90% dei pascoli naturali in Cina, il 40% del territorio nazionale, devono lottare contro il fenomeno della desertificazione, il che causerà in futuro un aumento delle tempeste di sabbia.

Nel "documento bianco" sui risultati della protezione ambientale dal 1996 al 2005, Zhu Guangyao sostiene che il progresso economico della Cina nei dieci anni passati, durante i quali il Paese ha concentrato tutti i sui sforzi soprattutto sulla produzione industriale, è la causa principale dell’attuale crisi ambientale del Paese, che non accenna a migliorare.

"La scarsità di risorse, un’ecologia fragile a cui si aggiunge un’insufficiente coscienza ambientale sono i problemi che si nascondo oggi dietro lo sviluppo della Cina, uno sviluppo che non è più sostenibile", aggiunge Zhu.

Zhu inoltre ha lamentato l’incapacità delle organizzazioni non governative cinesi (ONG) di ribellarsi alla distruzione ecologica, non osando sfidare i governi locali. Alcuni funzionari locali sono infatti restii a fornire il loro sostegno, spesso entrando anche in conflitto con le politiche messe in atto dal Governo centrale

"La Cina non possiede l’ambiente politico per permettere alle ONG di operare in maniera indipendente" sostiene Zhu Chunqian, direttore delle operazioni di conservazione presso il World Wildlife Fund in Cina, "tuttavia, il comportamento di alcuni di questi governi locali non rappresenta certo la posizione del Governo Centrale."

Nel frattempo Pechino, in occasione della Giornata Mondiale sull’Ambiente, ha lanciato la campagna "un giorno senza auto", vedendo al partecipazione di oltre 250mila persone, secondo gli organizzatori. Tuttavia, il traffico sulle strade della capitale sembra essere rimasto congestionato come sempre e il forte tasso di inquinamento, ormai il nuovo segno distintivo della città, non è certo diminuito.

Oltre 2.6 milioni di auto corrono sulle strade di Pechino, con i suoi 16 milioni di abitanti, contribuendo al 30% dell’inquinamento della città.

Non è migliore la situazione a Shanghai, dove le autorità in occasione della Giornata Mondiale dell’ambiente, hanno lanciato una campagna per ripulire i corsi d’acqua dalle buste di plastica, che hanno raggiunto quest’anno quota 1.8 miliardi nella città, aggravando ancor di più il cosiddetto "inquinamento bianco".

Ylenia Rosati