Cina: Internet in linea con le norme internazionali

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15 Febbraio 2006

I cinesi hanno "libero accesso" a Internet e il governo "non ha mai arrestato nessuno" per aver espresso le proprie opinioni sulla Rete, secondo un alto funzionario del governo di Pechino. Le dichiarazioni del funzionario, Liu Zhengrong, sono riportate oggi dai principali mezzi d’ informazione cinesi. In risposta alle accuse rivolte alla Cina e alle imprese straniere accusate di aver collaborato alla repressione, Liu ha detto che "nessuno è stato arrestato solo per aver detto qualcosa attraverso Internet". Secondo i gruppi umanitari, tra i 50 e i 60 "cyberdissidenti" sono in prigione per reati di opinione. L’ organizzazione Reporter Senza Frontiere ha accusato il portale americano Yahoo di aver contribuito all’arresto dei dissidenti Shi Tao e Li Zhi, condannati rispettivamente a dieci e otto anni di prigione per i loro scritti sulla Rete. Liu ha inoltre aggiunto "Dopo aver attentamente studiato la legislazione vigente in Occidente ho scoperto una comunione di obiettivi e principi legislativi"e ha sottolineato "Le compagnie straniere che forniscono servizi in Cina devono osservare le leggi cinesi, e dovrebbero sapere bene come fornire servizi legali…è solo loro la responsabilità quando decidono di adottare un certo tipo di metodi." Secondo Liu la censura in Cina avrebbe colpito solo "pochissimi" siti web stranieri per il loro contenuto pornografico o terroristico. "L’America non ha il diritto di criticare la Cina per la censura di materiale illegale e pericoloso quando gli stessi siti web americani lo fanno legalmente."