Cina, investitore e rivale per America Latina

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10 Aprile 2006

PECHINO:Il mercato cinese offre grandi opportunità di esportazioni per i beni prodotti in America Latina, ma il Gigante asiatico rappresenta ancora un temibile rivale per la regione per i suoi prodotti a basso costo, hanno riferito nel corso di questa settimana degli esperti ad un forum sull’economia.

"Cina e America Latina si compensano a vicenda" ha riferito Mauricio Mesquita Moreira, chief economist presso l’Inter-American Development Bank, nel corso del Forum Economico Mondiale per l’America Latina lo scorso mercoledì. Moreira ha sottolineato che il mercato cinese offre delle "enormi opportunità" per quanto concerne le materie prime e i prodotti agricoli dall’America Latina quali soia, pollame, manzo e maiale. L’America Latina conta il 3.8 % di tutte le importazioni cinesi e il 13.1% delle sue importazioni di materie prime. Ciononostante, l’espansione di queste esportazioni costituirebbe anche una sfida, riferiscono gli economisti, a causa delle alte tasse sui prodotti agricoli e le severe regole sanitarie.

La Cina è per i Paesi dell’America Latina un Paese da temere nel settore manifatturiero, soprattutto per i suoi bassi costi di lavoro. "I salari dei lavoratori cinesi – riferisce Moreira – costituiscono solo 1/3 dei salari pagati in Brasile e 1/5 di quelli in Messico." Allo stesso tempo, la produttività cinese sta aumentando e le esportazioni del Paese hanno raggiunto i 702 miliardi di dollari, ovvero +40% delle esportazioni dall’America Latina, pari a 532 miliardi di dollari. Tuttavia, i Paesi dell’America Latina godono in un forte vantaggio geografico per la loro vicinanza agli Stati Uniti e, di conseguenza, più bassi costi di trasporto. Daniel Kaufman, direttore del programma presso la Banca Mondiale, ha sottolineato che "l’America Latina, se paragonata alla Cina, gode di un vantaggio in termini di governo e separazione tra Stato e mercato." "Entrambe devono combattere corruzione e problemi legali, così come questioni irrisolte nei sistemi educativi", ha aggiunto Kaufman. L’ambasciatore brasiliano negli Stati Uniti, Roberto Abdenur, che in passato ha rappresentato il suo Paese in Cina, ha messo in guardia da una "visione troppo romantica" del Gigante asiatico che prevale attualmente in Brasile, e ha fatto invece appello ad un approccio più pragmatico.

Abdenur ha anche rivelato che "la Cina non è poi stata quell’alleato privilegiato nell’ambito dei Paesi in via di sviluppo che il Brasile si aspettava che fosse, piuttosto si è comportata come grande potenza e scarsa è stata la sua solidarietà nei confronti del Brasile."

L’ambasciatore ha anche sottolineato che "difficilmente la Cina seguirà l’esempio del Giappone come investitore, poiché la Cina al momento è più interessata a sviluppare la propria industria."

Gli investimenti diretti esteri della Cina hanno totalizzato i 6.4 miliardi di dollari, di cui il 40% in America latina, mentre quelli latino-americani in Cina ammontano a 47 miliardi di dollari, e si tratta soprattutto di società brasiliane. Le esportazioni latino-americane in Cina stanno crescendo del 47% l’anno, di cui l’85% da Paesi come l’Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, secondo i dati dell’Inter-American Development Bank.

Ylenia Rosati

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