Cina-Italia: progressi nella cooperazione universitaria

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25 Maggio 2006

PECHINO: Sono 120 gli studenti cinesi che arriveranno in Italia a settembre per iniziare dei corsi di laurea o dei master, segnando dei progressi significativi nell’ambito del programma di studi congiunti che vedranno la collaborazione di scuole e università italiane e cinesi.

Questo progetto è una parte importante del Protocollo d’intesa firmato a febbraio dal ministro dell’Educazione cinese Zhou Ji e la sua controparte italiana Letizia Moratti che stabilisce la creazione di un nuvoo campus italo-cinese che vedrà la collaborazione per la parte italiana dei Politecnici di Milano e Torino e delle Università Luiss e Bocconi, e da parte cinese delle Università di Tongji e Fudan di Shanghai, e che offrirà corsi di laurea in Ingegneria, Economia e Management.

Il primo anno accademico inizierà a settembre, 80 diplomati cinesi si iscriveranno ai corsi di laurea in Ingegneria ed Economia mentre i restanti 40 seguiranno dei Master in Management internazionale.

"I Fondi provengono da finanziamenti del ministero dell’Istruzione, università italiane, centri di ricerca e in parte anche da enti privati e aziende quali Finmeccanica, Telecom, Merloni, Banca Intesa, Fiat, Mediaset e Unicredit", riferisce il Prof. Emilio Bartezzaghi, delegato del Rettorato di Internazionalizzazione presso il Politecnico di Milano (PUM).

Definendo il programma di "un’importanza cruciale" per l’internazionalizzazione della PUM nonché per lo scambio culturale ed educativo tra Cina e Italia, Bartezzaghi ha ammesso che in questi tre anni sempre maggiore attenzione viene rivolta agli studenti cinesi. Per esempio, su 93 studenti stranieri di Ingegneria presso la PUM, 63 sono studenti cinesi, contro i 15 che arrivano dall’Europa e da altri Paesi del Mediterraneo. Zhao Zhiqiang, studente d’ Ingegneria, attribuisce l’alta proporzione di studenti cinesi alla crescente influenza della Cina a livello globale. Il Prof. Carlo Grezzi, del dipartimento di Informatizzazione della PUM ha anche sottolineato la dinamicità della cooperazione nella ricerca scientifica con la Cina in un ampia gamma di settori, quali la protezione ambientale, l’architettura, e l’uso delle risorse marine.

"La Cina è sicuramente il nostro maggiore partner nella ricerca scientifica, oltre l’Ue ovviamente", ha aggiunto.

Ylenia Rosati

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