Cina: malati di AIDS protestano contro il Consiglio per la gestione dei fondi UN

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30 Maggio 2006

PECHINO: I malati di AIDS e le organizzazioni correlate hanno criticato la cosiddetta "elezione" da parte della Cina di un Consiglio per la gestione di decine di milioni di dollari di un Fondo globale per la lotta alla malattia.

Circa 75 contadini e altri che hanno contratto il virus HIV attraverso la vendita di sangue o per trasfusioni non sicure presso ospedali locali, hanno firmato sei lettere di lamentela contro il processo di selezione del Consiglio da parte della Cina, che loro considerano invalido in quanto "non democratico e non trasparente". Il Comitato è infatti responsabile del controllo di come la Cina spenderà le decine di milioni di dollari che riceve dal Fondo Globale, creato dalle Nazioni Unite per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

Il Fondo è stato costituito nel 2002 dal Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan e ha già distribuito oltre 100 milioni di dollari in Cina.

In base ad un nuovo regolamento, i funzionari cinesi devono tenere delle elezioni per costituire un Consiglio che sia rappresentato in maniera equilibrata da Ong locali, agenzie internazionali, malati di AIDS, ministri del Governo e altri settori.

Il centro per il controllo e prevenzione delle malattie del ministero della Sanità cinese ha organizzato l’elezione questo mese. Tuttavia, i pazienti e le organizzazioni non governative afferenti hanno riferito che il centro non li ha correttamente informati delle elezioni, e non è stato trasparente nel corso del processo. I pazienti chiedono quindi una nuova elezione e hanno intenzione di presentare le loro lettere di protesta al quartier generale del Fondo Globale a Ginevra e al ministero della Sanità.

Inoltre, il noto attivista contro l’AIDS, Wan Yanhai ha riferito che il ministero ha fallito anche nel controllo de vari gruppi partecipanti senza verificare se FOSSERO vere Ong.

La Cina possiede infatti due tipi di Ong, di cui una è registrata presso il Governo e ha spesso contatti diretti con le agenzie governative, mentre l’altra è rappresentata da Ong costrette a registrarsi come enti commerciali poiché il Governo si sente minacciato da esse.

Queste ultime sono di solito le più attive, svolgendo il lavoro non fatto dal Governo, fornendo vestiario e denaro agli orfani malati di AIDS. Queste Ong inoltre, inclusa la Wan Beijing Aizhixing Institute, non si risparmiano nemmeno dal criticare il Governo, e per questo non sono rappresentate presso il Consiglio.

Ylenia Rosati

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