“In Cina non c’è spazio per i creativi”

a cura di:

Archiviato in: in
13 Dicembre 2006

SHANGHAI: Lo Studio di Manlio Carta è interamente occupato dalla sua prima collezione primavera-estate 2008, "Feel it", disegnata e realizzata in Cina.

Con un’esperienza di design di dodici anni in famose case d’abbigliamento, come Calvin Klein e Pierre Cardin, e una collezione finita e firmata alla mano, il giovane stilista avrebbe in Cina facile successo, ma ha deciso di partire per l’Europa, portando con sé "Feel it" e chiudendo lo Studio.

Corriere Asia: Perché, mentre tutti vengono in Cina, ha deciso di tornare in Europa?

Manlio Carta: Sono rimasto in Cina tre anni e non mi piace viverci. E’ un posto di passaggio, che offre esperienze utilissime, ma dove non si concretizza niente. Tornare in Europa è una scelta convinta e personale.

Corriere Asia: Non sarebbe stato conveniente presentare la prima collezione qui?

Manlio Carta: Tutti l’hanno apprezzata, ma la venderò in Europa.

Corriere Asia: Come è arrivato in Cina?

Manlio Carta: Tre anni fa sono stato invitato dall’Università Donghua LaSalle di Shanghai in qualità di professore di Design. In seguito ho lavorato con aziende di moda, finché è nata la prima collezione con il mio marchio, già registrato in tutto il mondo.

Corriere Asia: Cosa l’ha ispirata?

Manlio Carta: E’ interamente dedicata a una ragazza italiana che ho conosciuto a Shanghai e con la quale è nata una storia d’amore. Dall’abbigliamento agli accessori, tutto è costruito sul suo corpo e sulla sua personalità.

Corriere Asia: Ha influito il contesto cinese?

Manlio Carta: Certamente sì, e posso dire che questo sia il dono che mi ha fatto la Cina: io che sono stato sempre un solitario, ho imparato ad amare. Vivere qui mi ha insegnato a essere paziente e ad avere rispetto per me stesso.

Corriere Asia: Quali sentimenti esprime la sua collezione?

Manlio Carta: E’ una moda fresca, giovane, semplice ma elegante in uno stile vagamente etnico, che esprime il fascino intimo femminile nella sua voglia di rivelarsi.

Corriere Asia: Cosa sente di avere realizzato in questi tre anni?

Manlio Carta: Di tutto: ho decorato interni di aziende, fabbriche, ristoranti, perfino dipinto e venduto molti quadri. Dal punto di vista professionale sono cresciuto, anche se questi anni mi hanno provato e cambiato. Lascio la Cina per lavorare in una grossa azienda a Barcellona, ma sarei partito anche senza questo pretesto.

Corriere Asia: Non si è sentito capito dai cinesi?

Manlio Carta: Ci siamo capiti ma non ci siamo trovati. Uso gli stimoli quotidiani per alimentare la mia creatività, ma se rimanessi qui il mio lavoro sarebbe svalutato e non avrebbe un futuro dignitoso. In Cina si fa solo business e non arte. C’è troppa superficialità, anche nei rapporti umani.

Corriere Asia: Cosa pensa dei designer italiani e cinesi che lavorano qui?

Manlio Carta: Non ci sono veri designer italiani, perché in Cina si può solo produrre. Sarebbero troppi i compromessi da accettare, che distruggono la nostra parte più bella. Per quanto riguarda i cinesi, hanno talenti che andrebbero coltivati, ma mancano di esperienza e il loro futuro è legato solo al fatto che seguono i trend stranieri.

Corriere Asia: Ha frequentato la comunità italiana di Shanghai?

Manlio Carta: Sì, e ho stretto amicizie che mi rimarranno per sempre nel cuore. Ma ricordo che gli italiani vivono in un piccolo mondo all’interno di una grande città, in una comunità ristretta con tutti suoi limiti.

Corriere Asia: Ha stretto rapporti con i cinesi?

Manlio Carta: Ho molte conoscenze, che non ho verso di approfondire perché appartengono a una cultura troppo distante dalla nostra.

Corriere Asia: Il momento più brutto?

Manlio Carta: Tutte le volte che ho visto distruggere le cose da noi create. Ho assistito in prima persona a esperienze di fallimento. In Cina contano solo il marchio e il denaro, per chi è creativo, solare e ama la vita non c’è spazio. Anche discutendo con altri italiani, mi sono convinto che siamo qui solo per contribuire alla crescita di questo paese e alla nostra futura rovina.

Corriere Asia: Progetti per il futuro?

Manlio Carta: Voglio stare bene, lontano dalla Cina.

Marzia De Giuli

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link