Cina, nuova legge su trapianto

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28 Marzo 2006

PECHINO: La tanto attesa legge per regolare il trapianto di organi in Cina — inclusa la vendita- è stata emenata ieri dal ministero della Salute cinese. La Cina è seconda al mondo per maggior numero di trapianti di organi. Si stima che le cliniche cinesi conducano mediamente dai 7.000 agli 8.000 interventi di reni l’anno. Oltre il 99% degli organi provengono da condannati a morte, mentre meno dell’1% da parenti dei pazienti o altri donatori. Secondo la nuova legge, che entrerà in vigore a partire dal 1 luglio, i trapianti devono adeguarsi strettamente agli standard legali, medici ed etici prima di essere effettuati. Oltre ai criteri circa le qualifiche dei dottori, qualsiasi struttura medica che pratica trapianti deve adeguarsi agli standard relativi alla diagnosi, opzioni di trattamento e situazione finanziaria del paziente. Dovranno, inoltre, registrarsi presso le amministrazioni provinciali per condurre le procedure richieste. Mao Qun’an, portavoce del ministero, ha affermato che la nuova legge vieta ogni tipo di commercio di organi, e richiede alle strutture mediche un accordo scritto dei donatori prima del trapianto, i quali sono autorizzati a rifiutare la donazione all’ultimo minuto. Le strutture mediche non registrate non possono praticare trapianti, così come i medici qualificati per i trapianti non possono praticare presso ospedali non autorizzati. Mao riferisce che la registrazione sarà negata qualora i pazienti che ricevono il trapianto non dovessero sopravvivere un certo numero di anni. La legge richiede, inoltre, la discussione dei casi di trapianto da parte di commissioni apposite, che poi autorizzano o meno l’operazione. Si stima che siano circa 2 milioni i pazienti in Cina che necessitano trapianti di organi ogni anno, ma solo 20mila i trapianti che possono essere effettuati, causa mancanza donatori. Chen Zhonghua, dell’Istituto di trapianti dell’ospedale di Tongji a Wuhan — la prima e la piu’moderna struttura ospedaliera per i trapianti in Cina — ha riferito che la nuova legge "e’ solo un piccolo passo nell’ambito della regolamentazione dei trapianti in Cina." Chen, che ha contribuito alla stesura della legge, spiega che non sono state toccate tre questioni importantissime: la provenienza degli organi, l’amministrazione della donazione e la definizione di morte celebrale. "Si tratta solo di regole gestionali del settore medico, non di una legge formale", ha aggiunto Chen. Descrivendo il mercato dei trapianti in Cina come "confuso e disorganizzato", Chen ha sottolineato che la legge offrira’ solo regole sul trapianto di donatori vivi, una proporzione infinitesimale nell’ambito dei trapianti. "L’aumento di richieste ha portato a un continuo scambio di denaro e corruzione tra polizia, tribunali e ospedali", ha riferito Chen e ha aggiunto "Un’altra questione importante ma spesso sottovalutata e’ la definizione di morte celebrale in Cina. Spesso, infatti, molti dottori e parenti dei pazienti non sanno se gli organi dei malati terminali possono essere utilizzati."

Ylenia Rosati

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