Cina: OMS teme altri casi nascosti di aviaria

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29 Giugno 2006

PECHINO: L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta cercando di scoprire dalle autorità cinesi se ci sono stati altri casi di contagio umano di aviaria, dopo che degli scienziati hanno rivelato che il decesso di un uomo nel 2003 era legato all’aviaria e non alla SARS come si era fatto credere allora.

In quel periodo la Cina stava combattendo lo scoppio della Sindrome Acuta Respiratoria (SARS), che causò 349 vittime nel Paese e circa 800 nel mondo.

Una lettera pubblicata da otto scienziati nel New England Journal of Medicine lo scorso giovedì, ha attirato di nuovo l’attenzione internazionale sul virus H5N1 mettendo in dubbio il numero di contagi umani di aviaria rilevati in Cina prima dell’annuncio del primo caso in ottobre.

"Questa scoperta ha sollevato dei dubbi sull’eventualità di molti altri casi precedenti, di cui dobbiamo essere messi assolutamente a conoscenza", dichiara Roy Wadia, portavoce dell’OMS a Pechino.

Il ministero della Salute deve ancora confermare che il caso menzionato nella lettera degli scienziati sia realmente un caso di contagio umano di aviaria. Wadia ha inoltre sottolineato che non è ancora chiaro perché i test sull’uomo, un militare dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, siano stati condotti solo successivamente dagli scienziati di istituti statali e perché i risultati non siano stati rivelati immediatamente al ministero della Salute.

"Il ministero era all’oscuro del caso e ne è venuto a conoscenza solo attraverso la lettera pubblicata in questi giorni", aggiunge Wadia.

Anche le informazioni circa il luogo in cui l’uomo avrebbe contratto il virus, la fonte, come e se sono stati colpiti anche i membri familiari non risultano ancora chiare dallo studio, ha dichiarato Wadia. Tuttavia l’OMS ha richiesto una spiegazione dal ministero della Salute quanto prima.

Se confermata, la scoperta non solo anticiperebbe di ben due anni il primo caso di aviaria in Cina, ma cambierebbe anche i tempi dello scoppio della malattia a livello regionale.

Il primo caso umano di aviaria annunciato dalla Cina risale al novembre 2005. Ora conta 19 casi ufficiali, di cui 12 decessi. A livello regionale, i primi segni di aviaria sono stati rintracciati nel pollame nella Corea del Sud nel 2003, mentre i decessi causati dall’aviaria sono stati confermati in Vietnam nel gennaio 2004. Da allora oltre 220 persone hanno contratto il virus e 130 sono morte. Wadia si è rifiutato di speculare sul fatto che la Cina potrebbe aver cercato di coprire l’accaduto.

La Cina è stata infatti duramente criticata per aver nascosto inizialmente lo scoppio della SARS tra la fine del 2002 e i primi del 2003, permettendo al virus di diffondersi più facilmente.

Sono stati poi i media stranieri, informati da un dottore dell’esercito in pensione, a rivelare la copertura della malattia. Da allora il Governo cinese sostiene di aver imparato dai suoi errori nella gestione delle informazioni sulla SARS e ha promesso che non avrebbe più nascosto altri casi simili. Wadia ha riferito che tutte le domande sono state inviate al ministero della Salute la scorsa settimana, chiedendo inoltre a Pechino di condividere le informazioni sul caso con la comunità internazionale, come è già avvenuto per ogni altro caso di aviaria. I risultati dell’investigazione saranno presto pubblicati, dichiara il portavoce del ministero Mao Qun’an, senza però dare una data precisa.

Ylenia Rosati

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