Cina: piu’ tolleranza per gli omosessuali nei campus universitari

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1 Febbraio 2006

Secondo un sondaggio condotto recentemente da una studentessa universitaria cinese, mentre la società manterrebbe la sua posizione di netto rifiuto verso le relazioni omosessuali, le università, invece, si starebbero dimostrando sempre più "liberali" verso i gay, questo quanto riferito mercoledì da un funzionario dell’agenzia di stampa ufficiale "Nuova Cina". Il sondaggio è stato condotto da Jiang Qiuyu, insieme ad altre sue colleghe dell’Università delle nazionalità di Pechino, pubblicando informazioni sui siti web per omosessuali, conducendo interviste e distribuendo questionari in circa 10 università di Pehcino, incluse le prestigiose Qinghua e Beijing Univeristy. I risultati, pubblicati sul periodico locale China Youth Daily, mostrano che tra i 582 intervistati gay circa il 74 per cento sono uomini. "Questi dati ci rivelano che in Cina l’università è il primo posto dove i gay scoprono il loro orientamento sessuale", ha riferito Jiang all’agenzia "Nuova Cina" e ha aggiunto "la gente con tenedenze omsessuali crede che l’atmosfera universitaria sia molto più rilassante che nel resto della società". Sun Zhongxin, professore associato di sociologia alla Fudan University di Shanghai, dove attualmente tiene un corso sulla "Introduzione agli studi gay e lesbici" (primo nel suo genere in Cina), ha sì confermato che la vita universitaria può realmente essere più "tollerante" verso l’omosessualità se paragonata al resto della società cinese, ma non per questo si può sostenere che il numero degli omosessuali nei campus stia aumentando e, soprattutto, le università cinesi, per quanto spazi "liberali", non vanno certo considerate i centri propulsori dell’omosessualità.

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