Cina: potrebbe pagare caro il prezzo per questione nord-coreana

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18 Luglio 2006

PECHINO: Nessuna fanfara attendeva la delegazione cinese dalla Corea del Nord al suo ritorno a Pechino lo scorso fine settimana.

Ma il silenzio delle autorità ufficiali la dice lunga sulla situazione difficile che pesa sulla Cina per aver appoggiato la decisione delle Nazioni Unite nei confronti del suo amico di lunga data, Pyongyang.

Il vice premier Hui Lingyu ha visitato Pyongyang per celebrare un patto di amicizia che va avanti da 45 anni con la Corea del Nord, e per riportarla al tavolo delle trattative dopo il lancio dei missili del 5 luglio. ma il fallimento della Cina nell’influenzare la corea del nord e il suo voto a favore della risoluzione delle nazioni unite, hanno rivelato le frustrazioni nascoste dietro alle pubbliche dichiarazioni di amicizia della Cina, alzando il prezzo che il presidente cinese Hu Jintao potrebbe dover pagare ora che cerca di confortare e, allo stesso tempo, ammonire il suo vicino.

La Cina teme infatti che lo stato fortezza della Corea del Nord rischi di minacciare la sicurezza nazionale, e che crescenti ondate di rifugiati nord-coreani possano destabilizzare il nordest del Paese.

Mentre gli analisti di Pechino si chiedono se la Cina debba o meno impegnarsi in questa lotta contro il vicino stalinista, altri si domandano invece se l’abbraccio tra Hu e Kim possa aver ulteriormente incitato Pyongyang.

"La Cina ha sfruttato le trattative dei sei per porre fine alle ambizioni nord-coreane e per dar vigore alla sua immagine di attore globale responsabile e attivo", sostiene AndreW Scobell, specialista americano su Cina e Corea del Nord, e aggiunge "La Cina dovrà ora pensare bene a quale giusta combinazione di promesse e pressioni possa indurre la Corea del Nord a desistere da altri lanci e tornare al tavolo delle trattative."

La Corea del Sud ha già annunciato la scorsa settimana una sospensione di aiuti, rendendo il sostegno economico cinese verso la Corea del Nord ancora più cruciale. Il commercio tra Corea del Nord e Cina ha toccato quota 1.58 miliardi nel 2005, con un aumento del 14% rispetto allo scorso anno.

Secondo gli analisti, Pechino potrebbe anche considerare un "temporaneo e limitato taglio degli aiuti" per far pressione su Pyongyang, ma la complicata rete di interessi della leadership cinese nella sopravvivenza nord-coreana indica che molto probabilmente il Colosso asiatico potrebbe finire per optare per delle ricompense piuttosto che per delle punizioni per riportare Pyongyang ai negoziati.

Ylenia Rosati