Cina: PPC promette dure misure restrittive contro la corruzione

a cura di:

Archiviato in: in
14 Febbraio 2006

Il Partito Comunista cinese ha espulso nel 2005 oltre 24 mila membri: lo ha annunciato ieri Wu Guanzheng, segretario della commissione centrale per l’ispezione disciplinare, che ha presentato il suo rapporto sull’anno passato. Wu ha annunciato l’espulsione di 24.188 quadri, un calo rispetto ai 49 mila membri allontanati nel 2004, anche se sono aumentate le ispezioni a carico dei politici. La sua Commissione ha infatti analizzato 115.143 casi di malgoverno da parte di pubblici ufficiali. Il Partito ha poi sospeso a tempo indeterminato da incarichi ufficiali 3 mila membri: altri 10.600 sono in attesa di giudizio. La Commissione ha presentato 15.177 casi alle autorità giudiziarie per "sospette attività criminali". Inoltre, anche il ramo degli investitori minerari all’interno del Partito è stato colpito. Nonostante il bando ufficiale emesso da Pechino lo scorso anno – che vieta di comprare quote minerarie – più di 4.800 membri sono stati trovati in possesso di azioni per un valore di oltre 737 milioni di yuan (circa 73 milioni di euro). In questo modo si vuole combattere la consuetudine di acquistare cariche politiche in contanti. "Quest’anno — ha concluso Wu — si vota per tutte le posizioni politiche cinesi, un evento molto importante per la vita del Partito. Tutti coloro che sono sospettati di aver comprato o venduto cariche non saranno considerati".