Cina promette revisione divieto di accesso in Mar Cinese Orientale

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18 Aprile 2006

TOKYO: La Cina ha detto al Giappone di avere in programma la modifica del divieto di accesso alle navi straniere nell’area del Mar Cinese Orientale a cavallo del confine conteso tra i due Paesi, ha riferito ieri il ministero degli Esteri giapponese.

La Cina ha dichiarato al Giappone di aver commesso degli "errori tecnici" nell’imporre un divieto di traffico marittimo e ha in programma una sua modifica in modo che non venga oltrepassata la linea di demarcazione che separa le 200 miglia di Zone Economiche Esclusive di due Paesi, ha affermato il ministero degli Esteri cinese in un comunicato.

La dichiarazione segue una richiesta del Giappone di un chiarimento da parte di Pechino, accusata di aver vietato l’accesso delle navi nell’area contesa per dare inizio ad una serie di lavori per l’espansione di un giacimento di gas naturale.

Citando un sito web delle autorità marittime cinesi non ben identificato, i media giapponesi riferiscono che la Cina ha emanato un comunicato per vietare l’accesso delle navi straniere nella zona mentre stava creando dei gasdotti come parte di piano di espansione del giacimento di gas di Pinghu.

Il Giappone ha detto che qualora ciò fosse vero, la Cina avrebbe violato la sovranità giapponese nonché la convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge marittima.

Cina e Giappone sono da tempo bloccate in una situazione di stallo per la rivendicazione dello sfruttamento di giacimenti di gas nell’area contesa, una delle tante questioni ad aver rovinato i rapporti bilaterali tra i due Paesi, incluse le visite del Premier giapponese Junichiro Koizumi al tempio di Yakusuni, visto dalla Cina come un simbolo del passato militarismo giapponese.

Le due parti non trovano un accordo sulla posizione del confine tra le loro Zone Economiche Esclusive nel Mar Cinese Orientale e il Giappone teme che la Cina, sempre più affamata di energia, potrebbe arrivare a sfruttare anche le risorse nella sua zona.

Nonostante le ripetute richieste del Giappone di interrompere i lavori, la Cina ha continuato le attività nei suoi gasdotti adiacenti alle acque di cui Tokyo reclama i suoi diritti economici esclusivi.

In tutta risposta, il Giappone ha concesso i diritti per test di trivellazione alla Teikoku Oil Co., acquistata lo scorso anno dalla rivale INPEX Corp., sebbene i lavori non siano ancora iniziati.

Il ministro degli Esteri giapponese, Taro Aso ha riferito lo scorso mese che Tokyo potrebbe prendere delle serie contromisure qualora la Cina proseguisse con la produzione presso i giacimenti di gas nelle aree contese.

Ylenia Rosati

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