Cina: ragazza sfida il “gaokao”

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7 Luglio 2006

PECHINO: Una ragazza del liceo quest’anno ha presentato un compito non convenzionale per gli esami di accesso al college, o ‘gaokao’, sfidando l’attuale sistema elitario di selezione scolastica.

Il gaokao è l’esame a cui i giovani cinesi si sottopongono per entrare all’università.

I genitori prima della fatidica data pregano e bruciano incenso nei templi, dando fondo a tutte le loro risorse per soddisfare i figli nei giorni precedenti l’esame.

Il gaokao è un esame che necessita di un lungo tempo di preparazione, e una volta passato sarà la carta di accesso non solo alle scuole più prestigiose (in base alla votazione ottenuta), ma soprattutto per l’affermazione in una società come quella cinese dove la competizione la fa da padrone e solo il migliore va avanti. Gli studenti sono troppi e le strutture risultano sempre più limitate, perciò bisogna essere sempre ai primi posti soprattutto nelle università.

La diciannovenne Jiang Duoduo, che si è diplomata alla scuola media di Nanyang, nella provincia centrale dello Henan, ha totalizzato 114 punti all’esame di luglio, diversamente da ciò che si aspettava. Jiang voleva infatti prendere zero al gaokao, come avvertimento alle autorità riguardo il sistema selettivo dell’esame.

Ha riempito gli spazi vuoti sul foglio di esame con domande e dichiarazioni circa la sua disapprovazione del sistema educativo cinese e del gaokao, criticando aspramente l’esame di accesso al college, citando la scarsa creatività degli studenti e la poca importanza data alle capacità innovative.

Schemi di studio troppo rigidi e aspettative troppo alte hanno rovinato la fiducia di Jiang come quella di molti altri studenti nel sistema scolastico.

Quella di Cao Xiangfan è invece un’altra storia.

Cao, 38 anni, non ha passato per la ventesima volta di fila l’esame di accesso al college, che continua a sostenere dal 1987.

"Ormai non serve nemmeno che io mostri la mia carta d’identità, mi conoscono tutti qui", dice Cao. Cao è l’unico di sei figli che può permettersi la scuola superiore.

"Continuerò a provare fino a 45 anni", aggiunge. Amante della letteratura ha rifiutato diverse case editrici che gli hanno chiesto di scrivere dei libri.

"L’università è un segno di nobiltà e gli esami sono un momento importante per una persona", sottolinea.

Cao ora lavora come tutor per pagarsi lo studio e vive con la moglie in una piccola stanza di 8 metri quadri, in attesa di passare l’esame di accesso.

Ylenia Rosati