Cina: rapporto annuale sui malati di AIDS

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31 Maggio 2006

HONG KONG: La Cina non rappresenta più la "zona d’ombra" tanto criticata dagli altri Paesi delle Nazioni Unite impegnati nella lotta alla prevenzione e al trattamento globale dell’AIDS.

Il Gigante asiatico ha infatti migliorato il sistema del conteggio del numero dei casi registrati all’interno del Paese, riferisce UNAIDS, l’agenzia delle Nazioni Unite che sta conducendo la lotta alla malattia.

Circa 650 mila persone in Cina hanno contratto il virus HIV alla fine del 2005, mentre 31mila decessi dovuti all’AIDS sono stati registrati da quando la malattia è stata scoperta per la prima volta nel Paese, sostiene il rapporto dell’UNAIDS.

Secondo lo studio, il 45% di coloro che fanno uso di droghe sono ora oggetto dei programmi di prevenzione in Cina.

Il tasso ufficiale di diffusione del virus HIV nel Paese è dello 0.1% paragonato allo 0.9% in India, la seconda nazione più popolata al mondo, dove l’epidemia è alimentata soprattutto dal sesso non protetto.

Si stima che il numero dei malati HIV in Cina si aggiri tra i 390 mila e 1.1 milione, contro i 430 mila- 1.5 milioni di un anno fa.

Tuttavia, dopo aver rivisto attentamente i dati, il rapporto ha concluso che il tasso di diffusione del virus HIV sta comunque aumentando in Cina, così come nel vicino Vietnam.

Il virus si è infatti diffuso in tutte e 59 le province del Vietnam e le infezioni sono raddoppiate in 5 anni, fino a colpire una media di 260mila vietnamiti.

Circa 40mila persone vengono infettate ogni anno. UNAIDS ha però segnalato dei progressi nell’Asia del Sud-est.

La Thailandia, per esempio, che negli anni ’90 ha visto un picco di casi di infezione principalmente a causa del fenomeno della prostituzione, ha raggiunto ora un tasso dell’1.6% nella diffusione del virus, meno di un terzo rispetto a dieci anni fa. La nota dolente di queste stime ottimistiche è che su 580 mila persone malate di HIV in Thailandia, 16mila sono bambini.

Ylenia Rosati