In Cina, regno del tabacco, il fumatore è ancora Re

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1 Giugno 2006

PECHINO: Centinaia di milioni di cinesi sono dipendenti dal fumo e oltre un milione muore ogni anno, queste le stime ufficiali.

La Cina è il primo mercato mondiale del fumo, con 1.600 miliardi di sigarette vendute ogni anno, secondo le statistiche rese note dal ministero della Salute. Circa 350 milioni di persone fumano, quasi 1/3 del totale mondiale, in un Paese dove gli angoli per i non-fumatori nei luoghi pubblici non sono affatto diffusi.

Il costo umano è immenso. Circa 1.2 milioni di cinesi muoiono ogni anno di malattie legate al tabagismo, e il loro numero salirà ancora, fino a toccare quota 2 milioni nel 2020.

Ciò che più preoccupa il ministero della Salute è la popolarità crescente che esercita il fumo sui giovani: un centinaio di milioni di fumatori infatti ha meno di 18 anni e attualmente l’età media in cui si comincia a fumare in Cina è 19 anni, rispetto ai 24 nel 1997.

"I giovani cinesi sono molto influenzabili"- sottolinea Wang Zhengqi, vice segretario generale dell’Associazione cinese per il controllo del fumo — "Le star del cinema e della televisione trovano sempre un modo per promuovere il fumo". È il caso di Liu Xiang che, divenuto eroe nazionale da quando ottenne il suo titolo olimpico nel 2004 ad Atene, è stato scelto recentemente per pubblicizzare le Baisha, una marca locale di sigarette.

Più grave è forse la stima secondo cui oltre la metà dei medici e degli insegnanti in Cina fumano.

Secondo la stampa cinese, il Governo ha intenzione di vietare il fumo in certi luoghi pubblici, come nelle scuole. Allo stesso tempo, la Cina ha promesso dei Giochi Olimpici "non-fumatori" nel 2008, il che significa che il fumo sarà bandito da ospedali, autobus e treni e persino da certi edifici pubblici, sostiene il ministero della Sanità.

Il problema principale in Cina resta comunque la scarsa informazione popolare sugli effetti nocivi del fumo, evidenzia Qiao Youlin, specialista presso l’Accademia cinese delle Scienze mediche che sottolinea come "le timide campagne del Governo contro il fumo continuano ad incontrare solo indifferenza e a volte addirittura ostilità." Nella maggior parte dei bagni pubblici, i divieti con su scritto "non fumare" vengono spesso staccati, e numerosi sono i tassisti che continuano a fumare nelle loro auto, nonostante siano tappezzate di adesivi che gli vietano di farlo.

La Cina dovrà presto far ricorso a delle armi più radicali, come un aumento nel prezzo delle sigarette, il cui costo minimo attuale per un pacchetto si aggira intorno ai 25 centesimi (0,19 euro).

Ylenia Rosati

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