Cina riconosce squilibrio generi ma non intende modificare politica figlio unico

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24 Aprile 2006

PECHINO: Lo squilibrio dei generi, che vede in Cina una società prevalentemente maschile, non spingerà il Governo a cambiare la sua politica di pianificazione familiare.

"La ragione principale per il maggior numero di nascite di bambini è la tradizione cinese che preferisce i maschi alle femmine", ha dichiarato Zhang Weiqing, direttore della Commissione nazionale sulla pianificazione familiare.

Zhang ha dato la colpa dello squilibrio dei generi all’uso eccessivo della tecnologia degli ultra-suoni che permettono alle famiglie di sapere in anticipo il sesso dei feti e decidere per l’aborto se si tratta di femmine.

"Lo squilibrio non ha una diretta connessione con la politica del figlio unico, che deve rimanere stabile per i prossimi 5 anni", ha aggiunto Zhang.

Secondo l’ultimo censimento effettuato nel 2000, per ogni 100 bambine c’erano 117 bambini, un tasso altissimo se paragonato alle altri parti del mondo, ovvero 103-106 bambini.

Secondo uno studio condotto lo scorso ottobre dall’Istituto nazionale francese di demografia, mantenendo un tale tasso di nascite la Cina si ritroverà con oltre 25 milioni di uomini con nessuna speranza di trovare una compagna tra il 2015 e il 2030, un problema serio per il Governo per il mantenimento della stabilità sociale.

Alla scarsità di donne in alcune aree della Cina si aggiunge, a peggiorare la situazione, anche il crescente traffico delle bambine.

Ogni anno migliaia di donne cinesi sono rapite da trafficanti, attraverso operazioni illegali sempre più sofisticate.

Oltre allo squilibrio dei sessi, la Cina deve far fronte anche alla sempre maggiore popolazione di migranti e non ha alternativa se non continuare con la politica del controllo familiare, sottolinea Zhang.

Zhang ha evidenziato che la Cina ha impedito 400 milioni di nascite da quando è stata adottata la politica del controllo delle nascite negli anni’70.

Mantenendo un tasso di fertilità pari a 1.8 bambini per ogni donna, la popolazione cinese prevede di raggiungere il picco massimo di 1.45 miliardi di persone entro il 2030 per poi iniziare a decrescere, riferisce lo studio.

Ylenia Rosati

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