Cina rifiuta critica americana su libertà religiosa

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13 Giugno 2006

PECHINO: la Cina ha rifiutato oggi le dichiarazioni americane sulle sue "persecuzioni religiose", affermando che si tratta di "accuse infondate", una chiara interferenza negli affari interni del Paese.

Il Parlamento americano ha condannato ieri ciò che ha definito "crescenti livelli di persecuzione religiosa"in Cina.

"I cittadini cinesi godono di ampie libertà religiose in accordo con la legge", sostiene il portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che la Cina ha espresso una "profonda insoddisfazione per le dichiarazioni americane".

"Suggeriamo al Congresso americano di prestare più attenzione ai propri problemi interni e pensare a come risolvere le proprie questioni sui diritti umani", ha aggiunto Jiang.

Gli Usa stanno mostrando sempre più attenzione agli affari religiosi della Cina, testimoniato dal fatto che il presidente G.W. Bush non solo si è recato a messa a Pechino nella sua visita a novembre, ma ha anche ospitato dei dissidenti cinesi alla Casa Bianca a maggio.

La critica americana segue direttamente la pubblica censura di Papa Benedetto nei confronti della Cina lo scorso mese, per la nomina di vescovi senza l’avvallo della Santa Sede.

Ylenia Rosati