Cina ritarda via libera a produzione riso transgenico

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18 Luglio 2006

HONG KONG: La Cina, il maggiore produttore e consumatore al mondo di riso, con molta probabilità non concederà il suo via libera alla produzione commerciale di riso geneticamente modificato almeno fino al prossimo anno.

Al contrario, la commissione per la biosicurezza ha raccomandato la papaia transgenica, che potrebbe essere il primo raccolto OGM in 7 anni a passare le verifiche di Pechino per la commercializzazione.

Nel 2005 la Cina sembrava decisa ad approvare la produzione commerciale di un riso OGM resistente ai virus, conosciuto come Xa21, spianando la strada alla prima piantagione di riso OGM destinata al consumo umano.

Ciononostante, Pechino ha frenato la sua corsa al biotech dopo aver valutato i rapporti sulle vendite illegali di riso OGM in Cina, notizia che ha allarmato anche altri grossi partner commerciali della Cina.

Nessun problema si è invece posto per la produzione geneticamente modificata della papaia, resistente ai virus che spesso devastano i raccolti non solo in Cina ma anche in Thailandia e Taiwan.

Pensando al futuro del riso OGM in Cina, Angus Lam, di Greenpeace, sostiene che le opportunità che Pechino approvi questa coltivazione aumenterebbero qualora l’Ue autorizzasse le importazioni del riso Liberty Link (un riso OGM resistente ai pesticidi già usato da Washington), segno dell’accettazione del riso transgenico in Europa.

"La decisione sarà presa tenendo conto del contesto globale. Gli scandali locali sono solo parte delle ragioni del ritardo", ha aggiunto riferendosi alle vendite illegali di riso B, che Greenpeace ha scoperto negli alimenti per bambini in Cina tempo fa.

Gli scienziati hanno riferito che una delle maggiori preoccupazioni per la commissione di biosicurezza è la possibile mutazione degli insetti fino a sviluppare resistenza alla tossina Bt, derivata originariamente dai batteri stessi.

La Cina è già il maggior produttore di cotone Bt, che ha introdotto nel suo Paese nel 1997.

Circa il 70% della sua superficie coltivata a cotone nel 2006 vanterebbe una varietà transgenica.

Ylenia Rosati

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