Cina e Russia propongono nuova risoluzione su Corea del Nord

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13 Luglio 2006

PECHINO: La Cina ieri ha criticato il Giappone per le sue "pericolose dichiarazioni", secondo cui il Paese del Sol Levante starebbe prendendo in seria considerazione la possibilità di un attacco preventivo contro le basi missilistiche della Corea del Nord, che la Cina definisce una minaccia "estremamente irresponsabile e incomprensibile."

"Mentre la comunità internazionale sta cercando di arrivare ad una soluzione pacifica e diplomatica nella crisi coreana, le considerazioni del Giappone equivalgono a "gettare altro olio sul fuoco", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu.

Inoltre, secondo il capo di gabinetto del Governo nipponico, Shinzo Abe, "esisterebbe il parere che l’attacco ad una base di lancio di missili teleguidati rientri nel diritto costituzionale di autodifesa del Paese." Secondo Jiang, un commento del genere significherebbe distruggere tutti gli sforzi della diplomazia internazionale per ridurre le tensioni nell’Asia nord-orientale.

Cina e Russia hanno proposto ieri una risoluzione Onu che spingerebbe la Corea del Nord a sospendere il suo programma nucleare evitando però l’applicazione di sanzioni legate alle armi, come invece vorrebbe il Giappone.

Finora nessun voto sarebbe in programma per le due risoluzioni, dopo che la Cina ha minacciato di porre un veto al documento giapponese e mentre una delegazione da Pechino ha avviato delle negoziazioni a Pyongyang.

Kenzo Oshima, ambasciatore giapponese alle Nazioni Unite, ha accolto la proposta cino-russa ma "dubita che verrà accettata dagli altri Paesi così com’è." Il testo infatti "critica con forza" i lanci multipli della Corea del Nord e fa pressione su Pyongyang per ristabilire una moratoria.

A Mosca, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov ha criticato il Giappone affermando che "tutti i Paesi dovrebbero votare come vuole il Giappone, e ciò è inaccettabile."

La Cina, da parte sua ha annunciato che porrà un veto alla proposta giapponese. Nel frattempo la delegazione cinese resterà a Pyongyang fino a venerdì, suo obiettivo porre fine ai lanci missilistici dalla Corea del Nord e riportare lo stato comunista al tavolo delle trattative delle 6 nazioni.

In un’intervista su CNN, l’assistente segretario di Stato americano, Christopher Hill ha dichiarato che "a Pechino c’è un forte senso di frustrazione per l’assenza di progressi con i nord-coreani."

I colloqui tra le due Coree, Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti sono rimasti fermi da novembre, perché Pyongyang si è opposta alle sanzioni finanziarie americane, motivate da accuse di contraffazione della valuta americana e traffici di droga nella Corea del Nord.

Ylenia Rosati

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