Cina sale nella graduatoria delle nazioni interessanti per investimenti sulle energie rinnovabili

a cura di:

Archiviato in: in
3 Ottobre 2008

CINA: Sono sempre gli Stati Uniti il Paese con maggiore "appeal" per coloro che investono nelle fonti rinnovabili. La leadership in questo particolare "indice" di misurazione viene confermata dal consueto "Renewable Energy Country Attractiveness Indices", pubblicato periodicamente da Ernst & Young.

Seguono Germania, India, Cina e Spagna. La novità di questa edizione è rappresentata proprio dal balzo in avanti fatto dalla Cina che balza al quarto posto superando il Regno Unito che invece scivola dal quarto al sesto. L’Italia, invece, si conferma al settimo posto.

La ragione del successo cinese – spiega Jonathan Johns, responsabile energie rinnovabili di Ernst & Young, "deriva in parte dalle politiche che il governo ha applicato in materia di energia rinnovabile che si pongono l’obiettivo di generare il 15 per cento della produzione energetica del Paese attraverso fonti pulite entro il 2020". Dunque, le fonti rinnovabili sono considerate un elemento essenziale del mix energetico della Repubblica Popolare.

"L’importante sviluppo nel settore — rileva Johns — dipende inoltre dalla capacità con cui questo Paese ha saputo ottimizzare la propria supply chain, fino ad arrivare a un totale di 9 GW di capacità prodotta nel giro di pochi anni". Di questo passo Pechino diventerà nel giro di pochi anni un importante esportatore di componenti, soprattutto nel settore eolico e, di recente, anche nel segmento solare.

La flessione dell’attrattività della Gran Bretagna deriva invece dalla mancata approvazione della Energy Bill, ancora all’esame del Parlamento. Una vicenda in netto contrasto con la rapidità con cui invece la Germania ha affrontato le sfide poste dalla direttiva sulle rinnovabili dell’Ue e ha messo a punto un modello legislativo coerente che prevede l’introduzione di tariffe ritenute interessanti e competitive a supporto del proprio mercato.

Dal canto suo l’Italia, che manitiene la settima posizione, secondo EY mostra timidi progressi in presenza di un contesto di generale ritardo. Il Belpaese risulta decisamente più interessante per quanto riguarda l’energia solare: per questa tecnologia è infatti al quarto con 69 punti assegnati all’Italia contro i 74 della Germania, i 72 degli Stati Uniti e i 71 della Spagna.

Secondo Angelo Era, partner Ernst & Young settore "Energy": "Se da un lato si registrano progressi nella stabilizzazione del quadro legislativo in relazione alle politiche di incentivi ed interventi dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas per velocizzare i tempi di connessione alle reti di distribuzione, dall’altro permangono ritardi nello sviluppo della capacità di generazione rinnovabile".

"Nel 2007 — fa poi notare — la produzione di energia elettrica da rinnovabile è stata addirittura inferiore del 9 per cento rispetto all’anno precedente, in funzione del ridotto apporto della produzione idroelettrica, non compensato dalla crescita dell’eolico (+39 per cento) e del fotovoltaico (40GWh a fronte di GWh nel 2006)".

Inoltre Era ammonisce che "permane la debolezza italiana nella produzione delle tecnologie per la generazione di energia pulita, ma è proprio nella costruzione della supply chain che il nostro Paese, che conserva un’alta vocazione manifatturiera nell’elettromeccanica, dovrà sviluppare quanto prima il proprio potenziale per non perdere la partita delle rinnovabili".

In generale, l’incremento dei costi dei carburanti fossili ha avuto conseguenze diverse sul settore delle rinnovabili. Secondo Johns, "Poiché l’energia rinnovabile diventa sempre più competitiva rispetto ai carburanti fossili, i governi di tutto il mondo sono sempre più sotto pressione per valutare modalità di incentivazione agli investimenti in progetti rinnovabili, e il conseguente impatto sui contribuenti".

L’indagine Ernst & Young Country Attractiveness Indices fornisce punteggi ai mercati nazionali di energia rinnovabile, le infrastrutture e la relativa idoneità delle singole tecnologie. L’indice assegna punteggi su scala 100 ed è costantemente aggiornato.

Fabiana Podrier Lenzi, da una ricerca di Ernst & Young.

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link