Cina: sempre più società straniere attirate verso l’Ovest

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17 Luglio 2006

CHENGDU: Manodopera a basso costo e spese sostenibili per la costituzione di società sono tra i fattori principali ad attirare sempre più società straniere verso Chengdu, contribuendo così a rivitalizzare l’antica città della Cina occidentale decisa a recuperare terreno rispetto alle regioni orientali.

Chengdu, da secoli capitale culturale ed economica della Cina occidentale, sta assistendo ora ad un parziale revival registrando investimenti esteri record negli ultimi 6 anni.

Motorola, IBM, Intel, Coca Cola e Toyota hanno guidato il lancio di brand che insieme hanno investito qui centinaia di milioni in nuove industrie, con il gigante svedese del retail Ikea e il tedesco SAP tra i nuovissimi arrivi.

Il boom economico di Chengdu può essere intravisto anche nell’aumento degli alberghi a 5 stelle che ospitano un sempre maggiore numero di delegazioni straniere, in concomitanza con la comparsa di nuovi ristoranti e boutique retail di lusso.

"Le società straniere preferiscono Chengdu perché tutto costa meno qui", dichiara Wang Yi, funzionario presso il Consiglio cinese per la Promozione del Commercio Internazionale e aggiunge, " i costi per la costituzione di società sono molto più alti nella regione orientale del Paese dove anche la competizione è più forte."

Il settore calzaturiero cinese è uno dei primi settori che ha già iniziato a delocalizzare le sue attività a Chengdu, nella speranza di trarre vantaggio dai bassi costi di produzione nonostante le ancora grosse sfide logistiche.

L’economia di Chengdu sta avanzando, con una crescita annuale del 13% negli ultimi anni, ben il 10% al di sopra della media nazionale, ma le autorità restano caute circa le prospettive future della città. Con lo sguardo rivolto al boom economico della ricca zona costiera, le autorità di Chengdu hanno soprattutto puntato alle politiche economiche preferenziali usate in centri come Shenzhen (all’inizio degli anni ’90), ma sono rimaste deluse dai risultati.

Nel cercare di promuovere le regioni occidentali più povere, il Governo centrale ha lanciato sei anni fa la campagna "Sviluppo dell’Occidente".

Oggi, Chengdu vanta nuove autostrade, ponti, un centro IT e un aeroporto internazionale, a dimostrazione dei miliardi di dollari che Pechino ha finora investito nelle infrastrutture. Ciononostante, questi investimenti devono ancora tradursi in ricchezza per la maggior parte dei 7.5 milioni di residenti della città. Infatti, i salari medi degli operai qui si aggirano intorno ai 700 yuan (70 euro), ancora molto indietro rispetto a quelli registrati nei principali centri economici quali Shanghai e il Guangdong, dove i salari sono almeno il doppio.

‘La campagna per lo sviluppo dell’Occidente’ ha aiutato a sviluppare le infrastrutture e a fornire incentivi validi per le società straniere, ma Chengdu e altre regioni occidentali devono cominciare a contare sempre più sull’imprenditoria e sul settore privato per promuovere se stesse sul mercato come destinazione per gli investitori stranieri", dichiara Richard Morgan, un consulente di Chengdu che lavora su progetti sino-europei.

In uno degli ultimi progetti, Chengdu si è unita all’Unione Europea per ospitare a novembre la più grande fiera commerciale sino-europea (finora organizzata a Bangkok e Kuala Lumpur), che vedrà 900 piccole e medie imprese in cerca di nuovi business.

"Non sarà facile per Chengdu, che si sta costruendo un nome solo ora, ma le società europee sanno che la Cina è uno dei mercati in più rapida crescita e sanno che devono esserci", sottolinea Morgan.

Ylenia Rosati

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