Cina sollecita il Giappone per lo smantellamento delle armi chimiche

a cura di:

Archiviato in: in
12 Luglio 2006

PECHINO: Esperti cinesi e giapponesi hanno scavato fianco a fianco per sei giorni cercando di rinvenire e distruggere i depositi di armi chimiche che le truppe nipponiche abbandonarono sul territorio cinese al termine dell’occupazione (1931-1945).

Un tentativo riuscito solo in parte, almeno stando a quanto la Cina contesta al governo di Tokyo. Sebbene i due paesi abbiano firmato una convenzione internazionale nel 1997, secondo la quale il Giappone si sarebbe impegnato a smantellare le sue armi chimiche in Cina entro il 2007, nessun arma chimica è stata mai eliminata, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua. "Non siamo per nulla soddisfatti di come il Giappone stia gestendo le operazioni: si procede troppo lentamente", avrebbe dichiarato un funzionario cinese.

Secondo la Xinhua, nella sola provincia di Heilongjiang sarebbero 689 le bombe sotterrate dai giapponesi ai tempi della guerra. Numeri che raggiungono però cifre molto più alte se si passa a considerare il fenomeno in un orizzonte nazionale: Pechino denuncia che vi siano almeno 2 milioni di armi chimiche disseminate in una quindicina di province, in particolare in quelle nord-orientali: Heilongjiang, Jilin e Liaoning.

In Heilongjiang, nel 2003, un uomo morì e 43 persone rimasero ferite per l’esplosione di cinque taniche di gas nervino "d’origine giapponese".

Finora sono state circa 37 mila le armi chimiche raccolte, tutte in attesa ancora di distruzione. Un’attesa di cui ora però i cinesi cominciano a essere stanchi.

Raffaella Serini