Cina: un popolo che invecchia irreversibilmente, 143 milioni gli ultrasessantenni cinesi

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2 Marzo 2006

La Cina e’ attualmente il Paese con il maggior numero di anziani al mondo, registrando il 20 per cento del tasso globale, riferisce l’Ufficio della commissione nazionale sul lavoro in un rapporto sugli anziani in Cina nel 2006. Secondo questo studio sul boom della terza eta’ in Cina, gli ultrasessantenni supererebbero i 143 milioni – 8 milioni di anziani in piu’ ogni anno – ovvero l’11 per cento della sua popolazione totale arrivando ad eguagliare il numero di anziani in Europa. La Cina del 21esimo secolo e’ diventata una societa’ che invecchia irreversibilmente, questa la conclusione a cui e’ giunto lo studio dell’Ufficio della commissione nazionale sul lavoro. Le province e le citta’ cinesi si sono trasformate in aree ad alta concentrazione di anziani, con Shanghai in testa. Secondo gli analisti, la Cina raggiungera’ i 400 milioni nel 2040 e sebbene la sua popolazione totale sara’ sorpassata dall’India, restera’ comunque il Paese con il maggior numero di anziani al mondo. Una delle principali ragioni dell’invecchiamento precoce in Cina e’ probabilmente l’applicazione della "politica del figlio unico" imposta dallo Stato negli anni ’80. Hui Liangyu, vice premier del Consiglio di Stato cinese, avverte che continuando di questo passo "la Cina rischiera’ di perdere la sua competitivita", diventando una nazione che "invecchia ancor prima di arricchirsi". Alla Cina manca infatti la forza economica per gestire in modo appropriato il problema. Con il suo Pil che raggiunge a malapena i 1.000 dollari pro capite, la Cina appartiene ancora alle nazioni dalla crescita medio-bassa, una situazione inadeguata ad affrontare le spese necessarie per gestire questa nuova popolazione di anziani, se non addirittura pericolosa per il mantenimento della stabilita’ della societa’. Inoltre, con l’aumento degli spostamenti di giovani migranti nelle citta’, il problema "terza eta’" diventera’ un peso non indifferente anche nelle campagne cinesi, dove il sistema di previdenza sociale e’ quasi inesistente. Secondo uno studio della CASS (Accadenia cinese delle scienze sociali), la popolazione di anziani delle zone rurali raggiungera’ l’1.24 per cento in piu’ rispetto a quella delle citta’, e non accennera’ a diminuire fino al 2040. Attualmente, meno del 12 per cento della forza lavoro in Cina possiede un piano pensionistico e tra gli anziani delle campagne — il 60 per cento della popolazione totale cinese — il 95 per cento non ha nessun tipo di copertura pensionistica.

Ylenia Rosati