Cina, un quiz per testare la moralità degli impiegati

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30 Maggio 2006

PECHINO: La Cina, che sta cercando di tenere a freno la corruzione dei funzionari che ha prosperato negli ultimi 30 anni di riforme economiche del Paese, ha deciso di esaminare gli impiegati in base alla loro moralità e performance lavorativa.

La moralità diventerà un "criterio chiave" al momento di prendere decisioni su eventuali promozioni, aumenti e bonus, o persino in caso di punizioni, ha riferito oggi l’agenzia di stampa ufficiale Nuova Cina citando un funzionario responsabile del personale.

"Gli impiegati dovrebbero prendere l’iniziativa nel migliorare i loro standard morali, il che è in linea con il ‘concetto socialista cinese dell’onore e della disgrazia’, un concetto che celebra il patriottismo, uno stile di vita semplice e l’onestà", dichiara il vice ministro del personale, Yin Weimin.

La corruzione è stata virtualmente cancellata negli anni successivi alla presa del potere del Partito Comunista nel 1949, ma insieme alla prostituzione, alla pornografia e altri vizi occidentali è tornata all’attacco all’indomani delle riforme negli ultimi 30 anni. Circa 115 mila membri del Partito Comunista cinese, ovvero quasi il 2%, sono stati puniti lo scorso anno per corruzione e altri reati.

Ylenia Rosati

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