Cina vuole migliorare rapporti con Vaticano

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31 Marzo 2006

PECHINO: La Cina ha espresso giovedì il suo desiderio di migliorare i rapporti col Vaticano, ma ha ribadito la sua richiesta affinché il Papa interrompa le relazioni con Taiwan e si tenga lontano da quelle che Pechino definisce "questioni interne". La scorsa settimana, il ministro degli Esteri del Vaticano, Monsignor Giovanni Lajolo ha affermato che "i tempi sono ormai maturi per sanare i rapporti con la Cina e riprendere finalmente i dialoghi." Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang ha dichiarato di essere al corrente del desiderio di Papa Benedetto di visitare la Cina. "La Cina è stata sempre sincera nel suo voler migliorare le relazioni col Vaticano, sulla base dei due principi", ha riferito Qin nel corso di una conferenza stampa. Si riferiva cioè all’insistenza con cui Pechino chiede a Roma di porre fine ai legami con lo Stretto e acconsentire a non interferire in ciò che la Cina considera questioni nazionali, soprattutto la nomina dei vescovi. Il Vaticano ha fatto intendere una maggiore flessibilità sulla questione Taiwan ma resta critico circa il controllo sulla religione esercitato da parte del Governo. "Speriamo che il Vaticano possa agire concretamente per creare le condizioni favorevoli al miglioramento dei rapporti", ha detto Qin. Pechino non ha relazioni diplomatiche col Vaticano dal 1951, cioè due anni dopo la presa del potere del Partito comunista, e permette ai cattolici di frequentare solo le "associazioni patriottiche", che ricononoscono il Papa come capo spirituale ma non come il leader effettivo della Chiesa cinese. Il Vaticano stima che circa 8 milioni di cattolici cinesi frequentino le "chiese sotterranee" – non riconosciute dal Governo – contro i 5 milioni circa che appartengono alla Chiesa patriottica. La scorsa settimana il Papa ha nominato Cardinale Joseph Zen, il noto vescovo di Hong Kong che in passato ha criticato l’assenza di libertà religiosa in Cina. La Cina non ha commentato direttamente la nomina di Zen, tuttavia Liu Bainian, vice direttore dell’Associazione cattolica patriottica, ha dichiarato in questo mese che "la nomina di Zen non è che un segno del desiderio di Roma di sfidare il Partito comunista cinese, proprio come aveva fatto Papa Giovanni Paolo II con il comunismo sovietico in Polonia." Il Cardinale Zen Ze-kiun, ha dichiarato oggi al quotidiano South China Morning Post di essere stato contattato da una persona in Cina coinvolta nei dialoghi col Vaticano, la quale ha riferito di essere ottimista circa la futura ripresa delle relazioni. Il Cardinale Zen ha inoltre detto di sperare di poter svolgere un ruolo importante nell’eliminare i preconcetti esistenti da entrambe le parti. "Posso spiegare alla Santa Sede la situazione in Cina…e allo stesso tempo posso spiegare ai nostri leader cinesi cosa rappresenta la Chiesa oggi, facendogli capire che non si tratta più della chiesa di 100 anni fa e che quindi non va temuta", ha sottolineato Zen. Zen ha anche ripetuto che il Papa desidera visitare la Cina ma per farlo necessita del permesso di Pechino, e perché ciò avvenga bisogna attendere la ripresa delle relazioni ufficiali.

Ylenia Rosati

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