Clima: una minaccia per l’economia asiatica?

19 Ottobre 2006

NUOVA DELHI: Potrà lo sviluppo economico di alcune zone dell’Asia, India in testa, essere frenato e messo in discussione da nuovi e solo in parte prevedibili flagelli ambientali? Un contributo importante per dare una risposta univoca a tale domanda può arrivare dall’Australia, dove una specializzata agenzia di ricerche, la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization, prevede che le temperature dovrebbero aumentare di 2 gradi entro il 2030.

Il dato non è completamente nuovo, e dei problemi e dei pericoli legati alla situazione ambientale si parla da tempo. L’informazione che giunge dall’ultima ricerca sembra però interessare particolarmente le regioni più aride di India, Pakistan e Cina, piuttosto che il resto del Pianeta. Le temperature maggiori, infatti, potrebbero provocare l’arrivo di alluvioni e cicloni tropicali, conducendo nella peggiore delle ipotesi milioni e milioni di persone a essere sottoposte a un elevato rischio di contrarre malattie infettive.

L’analisi mette anche in allerta le zone costiere di Bangladesh, Vietnam, Cina e molte isole del Pacifico, che potrebbero essere sommerse nel prossimo mezzo secolo se il livello del mare continuerà a salire fino a 50 centimetri. Come conseguenza naturale del peggioramento del clima terrestre, molte economie locali potrebbero essere colpite duramente ed essere sottoposte a continue e cicliche carenze di generi di prima necessità, o perfino di acqua potabile. Il pericolo maggiore è proprio per le zone sopra citate, essenzialmente povere, in cui proprio il settore dell’agricoltura — a causa delle mutate condizioni ambientali – potrebbe venir meno alla sua funzione di sostenitore dell’intera economia locale.

Roberto Rais