Colori e sapori di Kuala Lumpur: una vacanza tra sight-seeing e gourmet-testing

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Colori e sapori di Kuala Lumpur: una vacanza tra sight-seeing e gourmet-testing

5 Ottobre 2007

Kuala Lumpur, capitale di uno dei paesi più economicamente vivaci d’Asia, è una città moderna e vibrante, dove convivono grattacieli e ampi spazi verdi, strade degne delle maggiori metropoli occidentali e mercati dalle caratteristiche tipicamente asiatiche, e dove scimmiette in cerca di cibo potrebbero attraversarvi la strada di fronte ai centri commerciali più in voga. Fondata dagli inglesi nel 1860, KL, così è chiamata dai malesi, è una città molto diversa dalle altre metropoli asiatiche. Meno caotica, ricca di alberi e di palazzi modernissimi e, soprattutto, punto di incontro delle tre comunità principali che costituiscono la federazione della Malaysia: quelle dei malesi, dei cinesi e degli indiani. Le strade sono attraversate da persone vestite nelle maniere più disparate, che vanno dalle ragazze agghindate all’ultima moda occidentale a quelle che indossano abiti di foggia musulmana (velo incluso) o alle colorate combinazioni dei sari indiani. I visi che si vedono in giro sono una mescolanza di diverse etnie asiatiche, e i vostri occhi si perderanno nel miscuglio di alfabeti e lingue diverse che brillano sulle insegne luminose o sui cartelloni in giro per la città.

Questa miscela di culture si è formata nel corso dei secoli: già nel XIV secolo i mercanti arabi introdussero nella penisola l’islam, che fu abbracciato con entusiasmo dai malesi grazie ai suoi ideali di uguaglianza che, nel contesto induista prevalente all’epoca, suonavano quanto mai rivoluzionari. Negli ultimi decenni del diciottesimo secolo cominciarono le prime migrazioni di lavoratori cinesi impiegati nelle miniere di stagno, mentre è datato all’inizio del novecento l’arrivo di manodopera tamil provenienti dall’India per coltivare le piantagioni di caucciù. Le comunità cinese e indiana riuscirono presto a diventare predominanti nell’economia del paese, grazie anche a successive ondate migratorie negli anni ’30 e ’40. Questo provocò un forte risentimento da parte dei malesi, anche nonostante il loro riconoscimento ufficiale da parte degli inglesi con l’indipendenza ottenuta nel 1957. Scontri tra le comunità hanno segnato la storia della nazione (ad esempio nel 1969 tra malesi e cinesi) finché, dagli anni ’70, è stata varata la cosiddetta "new political economy", che ha avuto tra i suoi obbiettivi principali quello di rafforzare il ruolo dei malesi all’interno dell’economia del paese. Negli anni ’70 inoltre il malese è diventato la lingua ufficiale della politica e dell’istruzione, anche se nella penisola si parlano diversi dialetti malesi, cinesi e indiani, facendo si che virtualmente tutti gli abitanti della federazione siano quantomeno bilingue.

Sight-seeing

La visita di Kuala Lumpur comincia generalmente da Merdeka Square, detta anche Independence Square, una grande piazza costituita da un prato erboso usato oggi, oltre che per i festeggiamenti della festa nazionale, anche per concerti, incontri di cricket o gare di corsa. La piazza di per se non offre spunti troppo interessanti, mentre l’attrattiva si concentra negli edifici che la circondano, alcuni dei quali di grande importanza storica e architettonica. Tra questi, il più importante è certamente il Palazzo del Sultano Abdul Samad, progettato da un architetto inglese e finito di costruire nel 1897. La struttura, in tipico stile moresco, è sovrastata da una torre dell’orologio alta 41 metri, soprannominato "Big Ben". Di fronte alla piazza c’è uno dei pennoni più alti al mondo (98 metri), alla cui sinistra si trova il Museo Nazionale. All’interno del museo di può trovare una ricca collezione di artefatti che copre la preistoria malese fino all’epoca coloniale. La collezione include anche un teschio di homo sapiens risalente a 40.000 anni fa e una roccia arenaria metamorfica antica 520 milioni di anni. Infine, di fronte al Palazzo del Sultano dall’altro lato della piazza si trova il Royal Selangor Club, un edificio del 1884 che serviva da luogo di incontro e svago per i membri del governo coloniale e grossi proprietari terrieri. Oggi il club è dotato di diverse nuove infrastrutture (ristoranti, piscina, palestre di Taekwando e danza, stanza per giocare a scacchi e biblioteca).

Impedibili per chiunque visiti la città sono certamente le Petronas Twin Towers, fino al 2004 i grattacieli più alti al mondo con i loro 452 metri d’altezza, caratterizzate da una pianta di ispirazione musulmana, con due quadrati che formano una stella in un cerchio a simboleggiare la diffusione della religione di Maometto. Proprio perché celebrano l’islam, le torri gemelle Petronas non sono mai state seriamente considerate a rischio terroristico durante il primo periodo di panico seguito agli attacchi alle Twin Towers di New York dell’11 settembre. Oggigiorno è possibile salire solamente fino al ponte sospeso a 170 metri, ma i biglietti per arrivare allo skybridge si esauriscono in fretta e probabilmente non vi resterà altra scelta che fare shopping al Suria KLCC, il centro commerciale di 6 piani alla base delle torri considerato il posto più "posh" dove fare acquisti. Da qui potrete anche scattare delle belle foto delle torri viste dalla base, mentre per avere una visuale della città potrete prendere un taxi e farvi portare alla Menara Tower. Con i suoi 421 metri, è una delle torri per le comunicazioni più alte al mondo. Per circa 30 euro potrete cenare nel ristorante rotante in cima che offre una vasta gamma di prelibatezze asiatiche e occidentali ed è considerato uno dei posti migliori dove mangiare a KL.

Se siete in vena di shopping, e avete un debole per i prodotti tipici, il luogo dove andare è il Central Market, dove si trovano oggetti d’artigianato di diverso tipo. In modo particolare, il mercato è il regno del batik, il tessuto ormai considerato rappresentativo della Malesia, cosi come la seta può esserlo per la Cina. I disegni dei batik, che possono essere stampati o dipinti a mano, presentano generalmente fantasie floreali o geometrici. Al mercato si trovano anche statue di legno, che riprendono i motivi dell’artigianato del Borneo, ad esempio nelle maschere scaccia spiriti, e delle etnie che ancora oggi popolano il Sarawak e il Sabah.

A cinque minuti dal Central Market si trova Chinatown, un’area che, assieme a Little India, vi darà la possibilità di entrare in contatto con le due minoranze etniche "maggiori" della penisola. A Chinatown, così come è prevedibile, potrete comprare contraffazioni cinesi di qualsiasi marchio occidentale, ma anche gemme, giocattoli, e prodotti di artigianato. Ovviamente dovete contrattare su tutto perché i cinesi tendono a raddoppiare o anche triplicare il prezzo finale. A Chinatown si trovano inoltre diversi templi, come l’elegante Chan See Shum Yuen e lo stupefacente tempio indiano Sri Maha Mariamman. Botteghe indiane che vendono sari, tappeti di preghiera, songkok (cappelli malesi in velluto) e quant’altro sono sparpagliate per Little India, l’area della città dove si concentrano gli indo-malesi. Qui potrete gustare prelibatezze del sub-continente nelle bancarelle che compaiono ad ora di pranzo e cena.

Infine se avete una mezza giornata a disposizione andate a visitare le grotte di Batu. Queste grotte si trovano a 13 km da KL e nel mese di febbraio, durante la festività di Thaipusam, sono meta di pellegrini che si immolano in riti masochisti. Se sopravvivete ai 272 gradini che vi separano dalla vetta dovrete stare attenti alle scimmiette che troverete in cima che sono dei veri e propri scippatori professionisti e sono anche abbastanza aggressive. Ma il gioco vale la candela perché le grotte, profonde 400 metri e alte 100, sono davvero stupefacenti.

Gourmet-testing

Come si può immaginare in un paese che mescola diverse etnie e tradizioni culturali, la cucina malese è un pout-pourri di sapori asiatici che mescola spezie indiane, miscele cinesi e preparazioni malesi. Il denominatore comune tra tutti i piatti che assaggiarete durante il vostro viaggio è il peperoncino: se amate il piccante siete arrivati in paradiso, se al contrario non vi piace, potreste finalmente alleggerirvi dei chili di troppo in pochi giorni!

Tra i piatti della cucina malese che non dovete assolutamente perdervi c’è anzitutto il nasi lemak, generalmente considerato un piatto da prima colazione, che consiste in riso cucinato nel latte di cocco e servito con acciughe, cetriolo, uova bollite e noccioline arrostite. Dopo una colazione così rinvigorente, per pranzo provate il satay, ossia gli spiedini di carne marinata in una salsa piccante e agrodolce e cotti alla brace. La scelta di zuppe, come vale anche per le altre cucine asiatiche, è notevole: laksa (zuppa di pesce con noodles), mee jawa (noodles cinesi cucinati all’indonesiana) e sup kambing (ossa di montone bollite con scalogno e coriandolo e considerata il non-plus-ultra delle zuppe) sono solo alcune delle varietà disponibili.

Anche la cucina portoghese- colonizzatori questi della penisola di Malacca nel sedicesimo e diciassettesimo secolo- ha influenzato non poco il menù del paese, con piatti come il "devil curry", il granchio al pepe nero o i gamberetti "bostador" (schiaffeggianti) così chiamati per l’effetto "tramortente" che causano con le loro spezie piccanti.

Piatti tipici della cucina malese-indiana sono il nasi birvani, un piatto di riso cotto con zafferano e condito con carne e una spolverata di mandorle spezzettate e uvetta, il korma (che in Malesia si pronuncia "kurma"), una varietà di curry non troppo piccante che presenta montone o agnello cucinato con spezie e il tandoori chicken, un piatto indiano ma ormai considerato una portata nazionale malese, che consiste in pollo cotto in una salsa piccante. La maggior parte di questi piatti sono serviti con riso al vapore, roti (pane simile ad un pankacke), la sua variante malese roti jala, o col naan (un’altra variante di pane simile ad una crepe, il butter naan è imperdibile).

La lista dei piatti che potrete gustare è veramente lunga e non vi rimane che provare un assaggio di tutto. Nel giro di qualche giorno probabilmente vi sarete abituati al piccante e gusterete senza problemi tutte le specialità della cousine nazionale, oppure la vostra lingua non sarà più in grado di distinguere i sapori, nel qual caso potrete almeno ingurgitare senza problemi tutto quello che vi capita sotto mano.

Ameriga Giannone