Le compagnie cinesi rivendicano parità di esazione fiscale con le compagnie straniere

13 Marzo 2006

PECHINO: Durante un incontro dell’Assemblea Popolare Nazionale, la Commissione per lo Sviluppo e la Riforma Nazionale ha presentato nuove disposizioni per permettere di pareggiare l’esazione fiscale imposta alle compagnie cinesi e straniere.

Secondo quanto appreso dal presidente della Commissione, Ma Kai, attualmente in Cina le compagnie nazionali devono sostenere una trattenuta finanziaria pari al 33 per cento degli introiti, mentre le compagnie estere sostengono un tasso finanziario dal 15 al 25per cento.

Tale politica sicuramente serve ad attirare gli investimenti stranieri, ma è al tempo stesso causa di concorrenza sleale, di nascita di "false" aziende straniere ed ha conseguenza finanziarie negative per la politica monetaria cinese.

La riforma, già proposta durante l’Assemblea Popolare Nazionale dell’anno scorso, risulta la prima clausola della "Legge d’Imposta sul Reddito d’Impresa", documento che entrerà in vigore nel mese di Agosto dell’anno 2006.

Melinda Brindicci

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