Continuano i colloqui tra Giappone e Corea del Nord

a cura di:

Archiviato in: in
9 Marzo 2007

HANOI: Si era avuta già mercoledi la certezza che sarebbe finita così. Il tono delle dichiarazioni, a conclusione della prima sessione di colloqui bilaterali tra Corea del Nord e Giappone, lasciava intuire quello che è stato confermato ieri. In mattinata, le due delegazioni ci hanno riprovato. Si sono riunite per tentare un secondo approccio ma, neanche il tempo di togliersi la giacca, dopo 45 minuti era tutto finito. Punto a capo.

Lo scoglio insuperabile, rimane la questione del rapimento di diversi cittadini giapponesi, operata da agenti di Pyongyang tra gli anni ’70 e ’80, con lo scopo apparente di insegnare lingua e cultura giapponese a spie coreane da infiltrare in Giappone.

L’argomento era già stato sollevato da diplomatici nipponici un mese fa a Pechino, durante gli incontri dei sei paesi coinvolti nella crisi nucleare nord coreana. I coreani accusarono il Giappone di voler sabotare le trattative. Al termine del vertice, Tokyo rifiutò di partecipare al programma di aiuti energetici, approvato dagli altri paesi.

Intanto, con una lettera al segretario dell’ONU Ban Ki-moon, sud coreano, l’ambasciatore della Corea del Nord Pak Gil Yon ha stigmatizzato il comportamento di Tokyo nei confronti di Chongryon, associazione di nord coreani residenti in Giappone. Dopo il test nucleare compiuto da Pyongyang l’anno scorso, i servizi di sicurezza nipponici tengono sott’occhio le diverse organizzazioni di cittadini nord coreani operanti in Giappone, hanno compiuto diverse ispezioni e indagato su personaggi di spicco sospettati di spionaggio.

Sul versante umanitario invece, su pressione statunitense, UNDP (U.N. Development Program), agenzia di sviluppo delle Nazioni Unite, ha sospeso i finanziamenti per lo sviluppo economico in Corea del Nord. Secondo gli osservatori americani, l’agenzia ha finanziato politici e funzionari del regime comunista per distribuire fondi a imprese locali. I fondi sarebbero finiti invece nella disponibilità personale di Kim Jong-il. Il governo coreano respinge ogni addebito e definisce fantasiose le conclusioni americane.

Riccardo Cristiani

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link