Controlli negli aeroporti: presto misure più severe in Giappone

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1 Aprile 2008

TOKYO: La notizia di ieri diventerà presto norma. Il Ministero dei Trasporti, in accordo con l’Ufficio del turismo e delle infrastrutture, ha indetto pratiche di controllo più elevate e funzionali alla sicurezza durante i voli, da attuarsi su tutti i passeggeri che transiteranno negli aeroporti del Paese. La finalità è quella di monitorare gli spostamenti degli stranieri con la massima sicurezza e impedire il transito di criminali o terroristi lungo i transfer internazionali.

La nuova misura di sicurezza prevede il controllo da parte degli operatori di tutte le compagnie aeree dei passaporti perfino nel momento stesso dell’imbarco. L’attenzione dovrà sostare su nome, cognome, provenienza e soprattutto fotografia. Il Governo fornirà una lista di nomi a rischio, di Paesi di provenienza su cui sarà meglio monitorare e procedure di sicurezza da seguire.

Una pratica che comporterà un dispendio di tempo e un rallentamento dell’azione di imbarco stimata dalle autorità giapponesi intorno ai 5 secondi per persona. Un dato, comunque, da considerare e da ottimizzare in altre procedure.

Secondo la normativa vigente infatti i passeggeri della maggior parte delle compagnie aeree tranne che di quelli della US Airlines, possono imbarcarsi semplicemente mostrando la carta di imbarco, subito dopo aver superato il check in, il security e l’immigration check.

Tokyo non vuole sfigurare in termini d’efficienza nella sicurezza, soprattutto in vista del prossimo G8 di Luglio che si terrà in Hokkaido.

Il nuovo sistema dovrebbe già entrare in vigore dal prossimo mese dopo un periodo di training che il ministero rivolgerà agli operatori di settore delle compagnie di volo.

Sono però molti fra gli operatori di volo a lamentare la portata dell’operazione che, secondo la voce dei diretti interessati, comporterebbe uno slittamento del carico di responsabilità inerente alla sicurezza in volo, proprio sulle compagnie di volo.

Ma sembra che da Tokyo il fine sia sempre più destinato alla giustificazione di qualsiasi mezzo.

Fonte: KyodoNews. Traduzione dal giapponese, Paolo Cacciato