Corea del Nord : l’influenza della Cina alla prova

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28 Luglio 2006

KUALA LAMPUR : Mercoledì, il ministro degli Esteri, Li Zhaoxing, ha espresso a Kuala Lampur la sua "profonda preoccupazione" per la situazione nella penisola coreana.

L’intenso balletto diplomatico per convincere la Corea del Nord a tornare ai colloqui sui suoi programmi nucleari permette di misurare la capacità della Cina di influenzare un alleato storico sempre più incontrollabile, riferiscono gli esperti.

Diviso tra la volontà di sostenere un partner e quella di evitare un’escalation delle tensioni che potrebbe spingere ad una corsa generalizzata agli armamenti nella regione, Pechino sembra condannata ad un difficile equilibrio che pesa, finora, a favore di Pyongyang.

Se il Gigante asiatico si è finalmente schierato per il voto dell’Onu contro gli attacchi missilistici nord-coreani del 5 luglio, è stato solo in base alle condizioni poste sulla formulazione del testo. Pechino aveva infatti minacciato di porre il veto se la risoluzione del Consiglio di Sicurezza avesse evocato delle sanzioni.

La Cina resta il principale alleato della Corea comunista, che ha aiutato militarmente contro gli americani durante la guerra di Corea (1950-53). Come segno di questa amicizia, il presidente cinese Hu Jintao ha effettuato a fine ottobre del 2005 una visita inattesa di tre giorni a Pyongyang.

"I cinesi hanno indiscutibilmente perso la faccia da quando i nord-coreani hanno effettuato i loro lanci missilistici", sostiene Brian Bridges, esperto della Corea del Nord all’università di Hong Kong.

"Credo che i mezzi di pressione utilizzati dalla Cina siano relativamente limitati, anche se quest’ultima dispone di un’influenza più grande di qualsiasi altro Paese", spiega Bridges, "in definitiva, la Cina non vuole una destabilizzazione né il crollo della Corea del Nord. È perciò pronta ad esercitare un certo grado di pressione per cercare di riportarla al tavolo delle trattative, ma non intende spingersi oltre".

Stando attenta a non contrariare alcuna parte, Pechino, che ha accolto a settembre una nuova sessione di discussioni multilaterali, preferisce porsi come mediatrice.

Questi colloqui sono in una situazione di stallo dal novembre 2005. Tuttavia, l’indulgenza nei confronti del regime amico potrebbe finire con l’esaurirsi, secondo Ralph Cossa, specialista di relazioni sino-americane.

La Cina sta attualmente moltiplicando i contatti dietro le quinte per ammorbidire la posizione del suo "ingombrante" vicino.

Ylenia Rosati