Corea del Nord: Nazioni Unite d’accordo per sanzioni

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17 Luglio 2006

SEUL: Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità le sanzioni contro la Corea del Nord per i suoi test missilistici diretti al Giappone, dopo aver raggiunto un compromesso all’ultimo minuto con la Cina.

Tuttavia, la Corea del Nord ha dichiarato che "rifiuta totalmente la risoluzione" e ha giurato che "condurrà altri test missilistici in risposta alle azioni del Consiglio di Sicurezza", le prime dal 1993.

La risoluzione 1695, che condanna i lanci del 5 luglio, è stata approvata dopo che la Cina ha abbandonato le sue riserve, una volta tolto dal testo il riferimento al Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite – che autorizza l’applicazione di dure sanzioni o addirittura di azioni militari.

La risoluzione ha seganto la conclusione di un lungo periodo di disaccordi diplomatici che infine hanno visto Washington e i suoi alleati trovare un equilibrio, seppure delicato, con Cina e Russia su come costituire un fronte unito contro il regime imprevedibile di Kim Jong-IL.

L’ambasciatore americano, John Bolton ha riferito che la risoluzione "è un messaggio unanime ed inequivocabile a Pyongyang affinché sospenda il suo programma missilistico ed il rifornimento di materiali legati ad armi di distruzione di massa".

Il ministro degli Esteri giapponese, il cui Paese ha lottato insieme a Washington per una condanna globale, ha salutato con gioia il voto unamnime. Ma la risposta di Pyongyang è stata altrettanto veloce ed inequivocabile. Il rappresentante nord-coreano alle Nazioni Unite, Pak Gil Yon ha dichiarato che il suo Paese "rifiuta nettamente la risoluzione e si riserva il diritto a maggiori test missilistici".

Pak Gil Yon ha condannato ciò che ha descritto come "tentativi da parte di alcuni Paesi di usare il Consiglio di Sicurezza per i propri scopi politici", per isolare e fare pressione sulla Corea del Nord. Il testo della risoluzione "condanna" i 7 test missilistici, e "chiede a tutti gli Stati membri, in accordo con le leggi internazionali e le autorità nazionali, di controllare ed impedire il trasferimento di materiali, beni e tecnologie missilistiche alla Corea del Nord, sostenendo la necessità che quest’ultima torni al tavolo delle trattative dei sei."

Il voto è stato posticipato in attesa del risultato della missione di mediazione cinese a Pyongyang, iniziata lunedì ma senza che abbia raggiunto risultati tangibili. Cina e Russia temono che delle dure azioni punitive contro Pyongyang aggraveranno la tensione nell’Asia nordorientale.

La Corea del Nord, che ha dichiarato lo scorso anno il possesso di armi nucleari, ha riferito di aver testato i missili – incluso il Taepodong-2 che potrebbe raggiungere il territorio americano – per incentivare la sua difesa di fronte l’ostilità americana. Ma i missili hanno preoccupato talmente il Giappone che le autorità di Tokyo hanno sollevato la possibilità di un attacco preventivo ai siti missilistici del Nord. Secondo il ministero della Difesa sud-coreano, il Nord avrebbe cominciato a sviluppare i suoi missili negli anni ’70.

Ylenia Rosati

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