Corea del Sud: le nuove tendenze vengono dal Nord

a cura di:

Archiviato in: in
26 Giugno 2006

TAJON: La sera al Moran bar di Pyongyang, uno schermo mostra immagini di montagne rocciose e di immensi cieli blu, mentre uno slogan scorre in fondo "Kim Jong II, un uomo che si incontra una volta sola in mille anni". Delle cameriere nord-coreane, con indosso vestiti tradizionali dai colori sgargianti, che andavano di moda qualche anno fa nel Sud, servono drink tradizionali, mentre delle bottiglie di birra aperte restano sui tavoli.

Il Moran bar, contrariamente a quanto si pensa, non si trova nel nord, ma proprio a Taejon, una città nel cuore della Corea del Sud. Il bar ha aperto a febbraio, rifornito di bevande tipiche nord-coreane, poster di paesaggi nord-coreani, canzoni tradizionali nord-coreane e persino una foto di Kim sopra il bancone con accanto quella della controparte sud-coreana, nonché delle belle cameriere nord-coreane, come segnalato da un cartello appeso fuori.

Fino agli anni ’90, i bambini sud-coreani ricevevano dei premi se disegnavano nord-coreani dall’aspetto’diabolico’. Poi la cosiddetta "politica dell’impegno" ha trasformato i nord-coreani in essere umani reali nelle menti dei sud-coreani e nei film popolari.

Ora, dopo oltre 5 anni di riavvicinamento, la Corea del Sud è diventato il centro propulsore delle nuove tendenze, con le sue soap-opera e la sua cultura pop che influenzano i gusti di tutta la gioventù asiatica. Nel frattempo, la Corea del Nord è rimasta congelata nel tempo, tranne che per quelli dotati di un buon fiuto per il marketing.

"La Corea del Nord è retro", dichiara Jong Su Ban, 42 anni, ristoratore nord-coreano che progetta l’apertura di un locale nord-coreano, Ok Ru Ok, a Seul, che aggiunge "ricorda molto la Corea del Sud negli anni ’50-60, prima dell’industrializzazione."

"Due o tre anni una cosa del genere sarebbe stata impensabile, saremmo stati additati come comunisti", riferisce Hong Chang Ryo, un sud-coreano che ha aperto due ristoranti nord-coreani a Seul quest’anno e che ne progetta un terzo.

"Mentre circa il 40% degli ingredienti dei piatti serviti in questi ristoranti provengono dal Nord, i gusti vanno comunque adattati ai palati sud-corani" sottolinea Hong.

La moda non si limita solo ai prodotti alimentari, ma anche alle opere d’arte. Lo scorso settembre infatti c’è stata un’asta di quadri nord-coreani, che ha registrato un grosso successo, totalizzando 115mila dollari di vendite in aprile. Dato che le autorità sud-coreane continuano a vietare opere d’arte a contenuto politico, la maggior parte delle importazioni rappresentano paesaggi, anche se recentemente un quadro della Vergine Maria è stato venduto per 80 dollari.

Ylenia Rosati