Crescono gli investimenti per il Tibet: Pechino prevede nuovi progetti di sviluppo economico entro il 2010.

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6 Aprile 2007

LHASA: Secondo l’agenzia d’informazione cinese Xinhua, Pechino potrebbe spendere 100 miliardi di yuan (circa 13 miliardi di euro) in progetti di sviluppo per il Tibet entro il 2010.

Tali progetti, in tutto 180, comprenderebbero tra l’altro il prolungamento dell’attuale linea ferroviaria fino a collegare la capitale Lhasa e la seconda città della regione, Shigatse. Sarebbe prevista inoltre la costruzione del quarto aeroporto della regione, nella zona occidentale dello Ngari. Tale aeroporto, che dovrebbe sorgere a un’altitudine di 4300 m. sul livello del mare, sarebbe lo scalo aeroportuale più elevato del mondo.

Gli scopi di un tale piano di investimenti si inseriscono nella strategia dello "Sviluppo della Cina Occidentale", progetto condotto da Pechino al fine di promuovere lo sviluppo economico e la modernizzazione della regione tibetana soprattutto attraverso la costruzione di infrastrutture a un ritmo alquanto serrato.

Il governo centrale assicura di mirare, attraverso tali progetti, al miglioramento dello stile di vita della popolazione locale grazie soprattutto ai benefici economici che essi dovrebbero produrre. Al contrario una delle paure dei tibetani, nonché dell’opinione pubblica estera è che la Cina possa utilizzare la nuova ferrovia per rafforzare la sua presenza militare nella Regione Autonoma Tibetana e che possa allo stesso tempo incrementare l’esportazione di risorse naturali del Tibet mettendone in pericolo l’ambiente. Certamente la creazione della nuova arteria e i costi relativamente bassi dei biglietti hanno incrementato il flusso migratorio di popolazione cinese verso la regione tibetana, dato confermato anche dalla massiccia costruzione di palazzine nei sobborghi di Lhasa, edificate appunto per soddisfare la richiesta di alloggi del nuovo flusso migratorio.

La nuova linea ferroviaria, ribattezzata recentemente "la ferrovia del cielo" a causa dell’elevata altitudine, fa parte di una lunga arteria ferrata che attualmente collega Pechino a Lhasa in circa 48 ore, risultato ottenuto dal governo cinese in più tappe. Innanzi tutto fu completata nel 1984 la sezione ferroviaria che va da Xining (capitale della provincia del Qinghai) a Golmud (altra città del Qinghai). Mentre per la costruzione della sezione rimanente tra Golmud e Lhasa si è dovuto attendere fino al 29 giugno 2001, data in cui, grazie all’affermata crescita economica cinese e all’intervento tecnico della compagnia canadese Bombardier Transportation, sono stati inaugurati i lavori dell’ultima tratta. Già ultimata nell’ottobre 2005, essa è stata inaugurata l’1 luglio 2006. Alla fine dei lavori il costo dell’opera è stato stimato intorno ai 3,70 miliardi di euro.

La velocità che ha caratterizzato finora l’esecuzione dei progetti e i grandi capitali in essi investiti confermano la determinazione di Pechino a realizzare i propri propositi per la modernizzazione della Regione Autonoma del Tibet. Sarà poi da valutare se gli effetti di un tale processo sulla popolazione locale potranno essere effettivamente positivi o meno.

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Francesca Sfondrini