‘Dalai Lama cerca solo l’indipendenza’, sostiene la Cina

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5 Luglio 2006

LHASA: Giorni dopo il riavvicinamento della Cina al Tibet grazie ad una nuova ferrovia, un funzionario ha accusato il Dalai Lama, il leader spirituale in esilio, di "cercare di dividere la Cina e mischiare politica a religione".

Champa Phuntsok, presidente del Governo tibetano e responsabile della regione sotto la stretta osservazione di Pechino, ha riferito che la dichiarazione secondo cui il Dalai Lama cercherebbe solo l’autonomia della regione "non è sincera".

"Finora abbiamo solo visto cambiamenti di tattica da parte sua, ma l’obiettivo è raggiungere l’indipendenza del Tibet di nascosto", ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa nella capitale tibetana, e ha aggiungo che le due parti stanno ancora discutendo e che il "canale di comunicazione tra il Dalai Lama e il Governo centrale resta ancora aperto."

Ma Phuntsok, che ha anche citato le critiche del tycoon Rupert Murdoch al leader spirituale definito "un monaco itinerante con un gusto particolare per le scarpe italiane", sostiene che i tibetani hanno ormai perso quel legame originario con il Dalai Lama.

"Molti sono rimasti delusi per ciò che il Dalai Lama ha fatto e detto e perciò hanno spontaneamente ritirato le sue immagini", ha detto, "d’ora in poi vedrete poche persone affiggere sue immagini in casa."

Pechino ha definito "separatista" il Dalai Lama e la sua immagine non può più essere esposta in molti templi tibetani. I tibetani in India hanno protestato contro il nuovo treno, che Pechino promette poterà enormi sviluppi economici. Secondo i critici invece "accelererà solo l’influsso dei cinesi Han nella regione sostituendosi gradualmente ai tibetani e distruggendo la loro cultura".

Ylenia Rosati

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