Dalla crisi europea, cinque lezioni per l’Asia orientale

a cura di: Lorenzo Riccardi

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C’è un forte bisogno di meccanismi per la prevenzione e la risoluzione delle crisi economiche e il sistema finanziario della regione asiatica necessita di una riforma strutturale. Questo quanto emerge dai commenti di Ulrich Volz, economista del German Development Institute, durante una conferenza alla Chulalongkorn University di Bangkok sull’integrazione monetaria e fiscale in Europa.

Volz ha evidenziato quali insegnamenti l’Asia orientale possa trarre dalla crisi europea, distinguendoli in cinque punti: non affrettare l’integrazione monetaria, ripensare ai costi e ai benefici di un’integrazione finanziaria internazionale, sostenere sistemi di prevenzione e approntare meccanismi risolutivi prima che le crisi si vengano a creare, aumentare la sorveglianza e il monitoraggio sui mercati finanziari regionali e ricapitalizzare le banche colpite.

L’integrazione finanziaria rimane tra i principali obiettivi da perseguire, ma considerando la minaccia di collasso dell’euro, l’Asia dovrebbe valutare opportunità di cooperazione monetaria sui tassi di cambio, evitando schemi d’integrazione troppo ambiziosi che rischiano di rivelarsi fallimentari. I paesi dell’Estremo Oriente non sono ancora pronti per un sistema di tassi di cambio regionale, e sono ancor meno preparati all’unione monetaria. C’è bisogno prima di una fase di ampio consenso politico e di impegno tra i paesi per perseguire l’obiettivo di un’integrazione monetaria sostenibile.

L’attuale crisi dell’euro evidenzia i pericoli che un sistema monetario integrato genera di fronte a divergenze politiche ed economiche. La crisi europea ha evidenziato ancora una volta che l’integrazione finanziaria internazionale non porta automaticamente ad una distribuzione efficiente dei capitali e che, al contrario, puo’ contribuire allo sviluppo di disequilibri insostenibili.

I paesi dell’Asia orientale devono fare attenzione a non liberalizzare i mercati troppo velocemente con un approccio graduale alle ipotesi di integrazione monetaria che permetta una maggiore flessibilità e spazio per aggiustamenti. L’Associazione dei paesi del sud Est Asiatico (ASEAN) con l’aggiunta di Giappone, Cina e Corea del Sud ha grandi possibilita’ di sviluppo se sara’ in grado di rafforzare la sorveglianza e il monitoraggio dei mercati finanziari regionali.

Lorenzo Riccardi – Dottore commercialista, Shanghai lr@rsa-tax.com – RsA Asia

Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn

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