Deficit commerciale non può giustificare sanzioni, sostiene presidente Yale

a cura di:

Archiviato in: in
21 Aprile 2006

PECHINO: La paura di un aumento nel deficit commerciale con la Cina non dovrebbe essere usato come scusa per l’applicazione di tariffe o altre sanzioni "irragionevoli" nel commercio con il Gigante asiatico, ha riferito ieri il presidente dell’università di Yale nel corso della visita di Hu Jintao in America.

"La rapida crescita della Cina come potenza economica ha provocato delle risposte irragionevoli negli Stati Uniti", riferisce Richard Levin, economista, ricordando l’atto sponsorizzato dai senatori americani, Lindsey Graham e Charles Schumer, per l’imposizione di sanzioni pari al 27.5% su tutti i beni cinesi importati nel Paese a meno che Pechino permetta un aumento della sua valuta rispetto al dollaro.

Yale prevede una visita di Hu per oggi e probabilmente l’argomento principale del suo discorso sarà il desiderio della Cina per "uno sviluppo pacifico".

"La Cina vuole sinceramente integrarsi nella comunità mondiale", ha riferito Levin aggiungendo "Lo hanno chiaramente dimostrato nella loro apertura al commercio e all’investimento."

La Yale prevede folle di attivisti per i diritti umani in occasione della visita di Hu oggi, tra cui anche membri del movimento spirituale del Falun Gong, bandito in Cina come "culto maligno".

Ylenia Rosati