Design per interni a Tokyo: l’Interior Lifestyle 2007

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11 Giugno 2007

TOKYO: Il Tokyo Big Sight a Odaiba, sulla Baia di Tokyo, è una vista davvero imponente, e l’interno non è da meno: amplissimo ingresso, sale luminose, ristoranti e tutto ciò che può servire a passare giornate intere a perdersi nei padiglioni delle diverse ali da cui è formata la struttura.

Il Padiglione Italiano si trova nell’Ala Ovest, occupata insieme a numerosi altri espositori, e consta di trenta stand riservati alle aziende, più uno occupato dalle istituzioni, in particolare quelle che si sono occupate di organizzare e gestire la trasferta, ovvero l’ICE e le agenzie speciali delle Camere di Commercio per l’estero di Milano e Firenze, la Promos e Promofirenze.

L’incentivo rappresentato dal fatto che siano associazioni come le Camere di Commercio ad organizzare queste trasferte è fondamentale, come ci ricorda una responsabile di Promofirenze, in quanto "la maggior parte delle aziende italiane è formata da piccole e medie imprese che da sole avrebbero delle obbiettive difficoltà logistiche a gestire una fiera così lontano".

Le problematiche di un mercato come quello giapponese non sono però limitate alla mera distanza: due sono in particolare i fattori che più spesso sono emersi dai colloqui che abbiamo avuto con espositori e rappresentati delle istituzioni, e cioè l’attitudine dell’acquirente nipponico nei confronti del potenziale partner e l’eccessiva forza dell’Euro (o inversamente l’eccessiva debolezza dello Yen).

Caratteristica fondamentale del mercato nipponico è una marcata fidelizzazione, tratto che se da una parte è garanzia di continuità e stabilità per le aziende già affermate, non agevola invece l’attività di chi si propone per la prima volta, o non è ancora riuscito a trovare il giusto canale di distribuzione.

Fulcro di tutto ciò non è solo la qualità del prodotto, quanto un saldo legame di fiducia tra importatore ed esportatore, elemento fondamentale per ogni rapporto d’affari in Giappone. Fiducia, questa, che si raggiunge tramite anni di provata serietà e competenza, e anche attraverso l’effettiva presenza fisica, come dimostrato dal fatto che alcune ditte siano presenti qui non tanto per promuovere le proprie novità quanto per "farsi vedere" dai propri partner nipponici.

Le aziende che ancora non hanno dei contatti sufficienti, o nessuno, o desiderano ampliare quelli già in loro possesso, si devono per forza di cose scontrare però con il rovescio della medaglia: agli inizi di un rapporto commerciale infatti, il coinvolgimento di un’azienda giapponese tende ad essere abbastanza di basso profilo, scoraggiando quindi tutti quelli che fin da subito nutrono delle grosse aspettative nel mercato.

Pur avendo già diversi contatti nel resto dell’Asia, Corea e Hong Kong/Cina in primis, molti espositori hanno dovuto prendere atto delle particolarità del Giappone.

Nonostante il calo registratosi per alcuni anni, oggi i consumi stanno lentamente ma costantemente riprendendo quota, e data la predilezione dell’acquirente nipponico per prodotti che abbinino ad una buona qualità un design elegante e la ricerca dell’innovazione, le possibilità per un’espansione dei prodotti italiani esistono.

Parafrasando infatti le parole di Akihiro Hirose, Presidente della Mesago Messe Frankfurt Corporation, società organizzatrice dell’Interior Lifestyle, che ha tenuto un breve discorso durante l’inaugurazione del Padiglione Italiano, il problema non è tanto quello di convincere i consumatori giapponesi della bontà dei prodotti italiani, quanto quello di riuscire ad offrire loro gli spazi dove poterli acquistare.

Gigi Boccasile