Design Italiano e Milano in mostra a Shanghai: binomio perfetto

a cura di: Paolo Cacciato

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15 Novembre 2007

SHANGHAI

A Shanghai spopola la rassegna sul design all’italiana, proposto stavolta in una chiave ancor più personale e geograficamente localizzata, attraverso la mostra “Milano Made in Design’. L’occasione che riporta l’immagine del design italiano nei confini sociali e produttivi del capoluogo lombardo, concepito in quest’ottica come ponte internazionale della comunicazione artistica.

Un evento che occuperà lo spazio del museo Duolun d’Arte Moderna di Shanghai fino al 27 di novembre e inaugurato questa settimana fra le grandi aspettative degli enti italiani promotori e la curiosità di una Shanghai che sembra, per l’infittirsi di eventi di questa portata, sempre più assetata di ‘contatto’ con l’estero, soprattutto in ambiti considerati di grande appetibilità culturale e commerciale. Presenti oltre 170 oggetti delle maggiori aziende produttrici di design italiane come Prada, Artemide, Boffi, Momo Design.

Parlare di design qui a Shanghai significa realmente richiamare l’attenzione generale sul nostro Bel Paese. Potrebbe sembrare per certi aspetti scontato, ma prestigiosi e costosi centri commerciali di Huahai Lu fanno a gara nell’ospitare mostre, rassegne e nel coordinare eventi che richiamino in un modo o nell’altro la creatività artistica o la produzione artigianale nostrana, sinonimo di qualità e di esclusività per molti shangainesi arricchiti, sempre più attratti dal brand italiano.

La regole del lusso alla cinese, infatti, sono sempre più chiare e mirano a favorire fino livelli smisurati, il bisogno di ‘distinzione’ della nuova classe dirigente e imprenditoriale, in un contesto dove il divario sociale è concreto e palpabile.

Non stupisce perciò che a Shidian Guangchan, ovvero la Times Square di Shanghai, il prestigioso centro commerciale del Luwan District, con firme italiane del calibro di Zegna, Ferragamo, Canali, Versace e Cavalli solo per citarne qualcuna, ospiti una mostra sulla storia della calzatura italiana partendo dalle origini fino ai giorni nostri, esponendo modelli originali di scarpe indossate sul set da grandi star del cinema italiano, come Sophia Loren o scarpe sportive di affermati campioni del calcio italiano, dal cui tocco sono risultate grandi vittorie, pensando a tal proposito alla calzatura Diadora indossata da Francesco Totti durante gli ultimi e vincenti Mondiali di calcio.

In un contesto di richiamo all’Italia e alla nostra tradizione di poeti, artisti, designers e sportivi si situa perciò, con grande appetibilità e risonanza la rassegna “Seen, heard, worn, Made in Milan”. Il concept di fondo su cui è stata pensata e realizzata la mostra vuole focalizzare l’attenzione cinese al binomio Milano — Design in una chiave non limitatemente strutturale come il termine potrebbe far pensare, ma anche sociale e artistica, con uno spettro d’appetibilità esteso a 360 gradi sulla città e la sua gente.

L’intenzione dei principali promotori fra cui la Provincia e il Comune di Milano, in collaborazione con la Camera del Commercio di Milano è quella di richiamare l’attenzione sulla candidatura del capoluogo lombardo all’expo del 2015, segnalandone le qualità distintive in termini d’intraprendenza produttiva e creatività. La tappa cinese di ‘Milano, Made in Design’ staziona a Shanghai per due settimane dopo aver visto la sua entrata di scena a New York, Toronto, Tokyo e Pechino; il contesto del Duolun Museum che ha ospitato la cerimonia di inaugurazione lo scorso 9 novembre appare adatto al format della mostra.

Alla conferenza stampa a cui hanno partecipato tra gli altri Silvia Costantini, viceconsole italiano di Shanghai, Ezio Casati, assessore alle Attività Economiche della Provincia di Milano, Valeria Panseri, Camera di Commercio di Milano, Fabio Terragni, amministratore delegato di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, Aldo Colonnetti, coordinatore scientifico della mostra, Joe Liu, direttore generale di 3M China R&D Center, direttore tecnico di 3M China e 3M Hong Kong, consulente del Dipartimento Tecnologico del governo di Shanghai, Vittorio Sun Qun, editore di Casa & Design, referente di Abitare in Cina e il direttore del Duolun Museum of Modern Art di Shanghai. Un gruppo d’eccezione che segnala l’interesse sia italiano che cinese per eventi di questa portata. Al Duolun Museum il primo piano ospita lo schizzo di una mappa di Milano disegnata da Leonardo alla fine del XV secolo mentre il piano rialzato rappresenta il cuore della mostra: in tutto 13 stazioni diversificate in cui si susseguono le rappresentazioni artistiche di designers, architetti, scienziati e pensatori, strutturare secondo categorie tematiche d’approccio allo studio dei materiali, delle particolarità visive o delle tipologie creative.

Distinguiamo così già nel primo livello dell’esibizione una parte dedicata alle creazioni ‘fatte a mano’, dove è esaltata la manualità artigianale del prodotto; nella stesso spazio poi sono ospitate le creazioni distinguibili nella categorie di ‘segni e grafica’ e di ‘amare il dettaglio’ dove anche il singolo particolare, sia esso grafico, appunto che strutturale, diviene elemento di richiamo. Nel piano rialzato, invece è tripudio diversificato sulla valorizzazione dei materiali, dei colori, del richiamo al binomio design e moda e, soprattutto, in un’accezione che sembra piacere molto all’interlocutore cinese, quello fra il food e il design. A trainare la sezione le creazioni di firme importanti del design made in Italy, fra cui Bialetti, Guzzini ed Alessi nei loro inconfondibili design. Correlata è la parte intitolata ‘mangiar bene’, dove il design diviene strumento essenziale nel coniugare piacere culinario alla forma. Fra le creazioni più interessanti spicca la linea degli elettrodomestici Candy e le ultime realizzazioni di calici Danese, esaltati per la loro qualità artigianale oltre che artistica, che li vede creati a mano, uno ad uno, secondo precisi canoni qualitativi e di funzionalità, alleggeriti nel cristallo e resi solidi dalla base in alluminio, accostamento accattivante che non ha lasciato perplessi i curatori della mostra.

Grande spazio è dedicato anche al binomio design e motori con il commento di Giugiaro nelle presentazioni che accompagnano le sue creazioni per Alfa Romeo, accanto a quelle di Brembo o di Momo Design accanto al logo Motorola, estremamente apprezzato dai cinesi.

La mostra poi vuole essere un vero e proprio palcoscenico di nuovi talenti e ponte per i più prestigiosi Istituti di Design di Milano. L’intento è quello di far conoscere ai moltissimi e potenziali studenti cinesi, quanto potrebbero apprendere e con quale valore aggiunto, da un’esperienza di studio e formazione a Milano: ecco così giustificata la presentazione del progetto LESS dello IED, l’istituto europeo del design, avvicinato alla creazione denominata Purism, della Domus Academy di Taiwan. In punta anche l’offerta didattica ma soprattutto la capacità creativa dei designers del Politecnico di Milano, dell’Istituto Marangoni, della SPD, la scuola politecnica di design, dell’Accademia delle Belle Arti di Milano, così come di Naba, la nuova accademia delle belle arti.

Ecco che Milano schiera a Shanghai le punte di diamante della propria offerta formativa in fatto di creatività e design e getta un ponte dalla grande portata mediatica per valorizzare la propria candidatura alla Expo del 2015. Una sfida che i cinesi sembrano aver perfettamente capito e accettato e che attualmente è in corso di giudizio nella sua seconda tappa cinese.

La mostra sarà accessibile allo spazio del Duolun di Shanghai fino al 27 di novembre.

Link Correlati

  • Sito ufficiale del Duolun Museum – http://www.duolunart.com

da Shanghai, Paolo Cacciato

Paolo Cacciato

Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell’Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l’Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d’ impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.