Design e Made in Italy in Cina: Targetti, da Hangzhou, intensifica la presenza sul mercato

a cura di:

Archiviato in: in
22 Ottobre 2007

HANGZHOU: Targetti costituisce in Cina la propria base per i mercati asiatici. Ce ne parla l’amministratore delegato di Targetti Sankey S.p.a., Alvaro Andorlini.

Il gruppo Targetti Sankey S.p.a. con sede in Firenze è capogruppo di otto aziende specializzate nei diversi settori dell’illuminotecnica, che vanno dall’illuminazione per esterni a quella per interni e dall’illuminazione architettonica a quella degli arredi urbani, ed è attualmente considerato tra i leader mondiali del settore.

Da sempre un’azienda di respiro internazionale, presente sui mercati asiatici da oltre trent’anni, la Targetti ha recentemente costituito un’azienda ad intero capitale straniero in Hangzhou, capoluogo della provincia del Zhejiang, con l’obiettivo di creare in Cina una base logistica ideale per estendere la rete produttiva e distributiva sui mercati asiatici, americano e australiano.

Ne parliamo direttamente con l’ingegner Alvaro Andorlini, amministratore delegato di Targetti Sankey S.p.a. e coordinatore delle attività del gruppo in Cina.

FABIOLA MORONI: Ing. Andorlini per cominciare vorrebbe raccontarci la vostra esperienza in Cina? Da quanto tempo siete presenti e come siete strutturati?

ALVARO ANDORLINI: La Targetti è presente in Cina da circa tre anni sia attraverso la società Duralamp S.p.a. (azienda collegata e brand del gruppo Targetti n.d.a.) e le sue controllate, sia con una società ad intero capitale straniero, denominata Hangzhou Targetti Lighting Co. Ltd., di cui Targetti possiede il 100% e che è stata costituita lo scorso giugno.

La scelta di creare una WFOE nasce dal desiderio del gruppo di consolidare la propria presenza in Cina ed in Asia con una struttura più complessa e meglio articolata che ci permette di essere più indipendenti.

F. M.: Come mai avete scelto Hangzhou e la provincia del Zhejiang come location? E’ forse dovuto al fatto che l’area è fra le più sviluppate, economicamente parlando, sul territorio cinese?

A. A.: No, direi piuttosto che la scelta è dovuta principalmente al fatto che la città ha una buona posizione strategica (si trova a 150 km da Shanghai n.d.a.) , è un centro internazionale dove si trovano abbastanza facilmente risorse umane di alto livello. Non da ultimo, trovo che Hangzhou sia anche la città più bella che abbia visto in Cina.

F. M.: In cosa consiste esattamente il progetto Targetti in Cina, in particolare a fronte della costituzione della nuova società?

A. A.: La Hangzhou Targetti Lighting Co. Ltd. ha per noi una grande valenza sia dal punto di vista prevalentemente produttivo sia dal punto di vista logistico.

Nel primo caso, la nostra filiale di Hangzhou si occuperà di montare e produrre apparecchi di illuminazione Targetti per il mercato asiatico, gli Stati Uniti e l’Australia secondo gli standard di qualità Targetti. Ciò significa che da lì usciranno i prodotti della nostra collezione internazionale in tutto e per tutto conformi ai canoni di produzione, design e qualità italiani che verranno poi distribuiti alle nostre filiali come prodotto finito, nel caso di Australia e Sudest Asiatico, oppure come componentistica da ultimare in loco, come nel caso degli Stati Uniti.

La struttura così costituita, e qui veniamo al vantaggio logistico, consente attraverso una fabbrica in Cina di coprire in maniera trasversale tutto il mercato asiatico, americano ed australiano. In secondo luogo, la nostra struttura fa sì che si possa garantire supporto ed assistenza tecnica immediata ai nostri clienti all’estero e nello specifico in Cina.

F. M.: Ci può fare un esempio pratico in merito?

A.A.: Certo. Prendiamo ad esempio la costruzione di un nuovo albergo Hilton a Shanghai. Il progetto, di norma, è predisposto da uno studio di architetti internazionale e, in base al piano di costruzione ed arredamento architettonico, il nostro cliente, in questo caso l’Hilton Hotel, richiederà a Targetti di fornire determinati apparecchi di illuminazione.

Qual è il vantaggio rispetto a prima? Da oggi il cliente non solo potrà usufruire della qualità Targetti standard in Cina ma potrà anche avvalersi di un supporto tecnico ed assistenza post-vendita veloce, efficace e soprattutto vicino.

L’esempio illustra abbastanza chiaramente il vantaggio logistico immediato sia da parte del nostro gruppo che da parte del cliente. Oltre a ciò, il nostro obiettivo per i prossimi anni è che la base cinese rappresenti sempre più non solo la piattaforma per la distribuzione dei nostri prodotti alle altre filiali o per la fornitura di apparecchi per i progetti in loco ma anche per la vendita diretta degli apparecchi Targetti sul mercato asiatico che offre attualmente concrete possibilità di business.

F.M.: Dunque il vostro progetto non rappresenta una "mera" delocalizzazione, nel senso classico del termine, bensì una vera e propria espansione del vostro raggio di azione in Asia, volta a cogliere tutte le opportunità che il mercato cinese in primis ha da offrire al vostro settore…

A. A.: Esattamente. Tengo a precisare soprattutto questo punto e a sottolineare che nel nostro progetto di investimento ciò che importa non è "delocalizzare per produrre a basso costo", sebbene l’abbattimento dei costi sia un fattore importante, ovvio. Ciò che però sta più a cuore alla nostra azienda è comunque mantenere il nostro standard di qualità in tutto il mondo e facilitare il reperimento dei prodotti per il nostro cliente ovunque esso si trovi.

F.M.: Perchè avete scelto la Cina come piattaforma data la vostra presenza sul mercato cinese da un tempo relativamente breve rispetto, ad esempio, alle Filippine?

A. A.: Siamo presenti nelle Filippine da circa trent’anni e abbiamo portato avanti moltissimi progetti di successo tramite la nostra filiale in loco. Tuttavia, anche per il nostro settore, la Cina rappresenta una miniera d’oro di possibilità di business, che non va sottovalutata. Si pensi soltanto a quante catene alberghiere, infrastrutture, edifici si stanno costruendo oggi in Cina e quanti sono in previsione: è evidente che la situazione non è minimamente paragonabile a quella del mercato filippino.

F.M.: A questo proposito, cosa pensa delle potenzialità del mercato cinese nel settore dell’illuminazione e del design? Ritiene che, come sempre, l’industria italiana abbia "preso l’ultimo treno" rispetto, soprattutto, agli altri competitors europei o americani? Pensa che il settore sia saturo?

A. A.: Non credo che il settore sia saturo, anzi, ritengo che ci siano moltissime possibilità. Almeno per quanto riguarda il settore dell’illuminotecnica. Come le dicevo poc’anzi sono moltissimi i progetti di arredo urbano, opere pubbliche ed infrastrutture attualmente attivi in Cina ed il trend di crescita del mercato è, a mio avviso, fortissimo. Dal mio punto di vista, poi, non credo neppure che il settore dell’italian design sia indietro rispetto a tutti gli altri, mi sembra, al contrario, che ci sia una crescente richiesta di beni di lusso italiani in Cina soprattutto negli ultimi anni.

F.M.: Un’ultima domanda: avete in cantiere qualche progetto importante per i prossimi mesi? Magari l’illuminazione di qualche grande opera pubblica, come avete fatto due anni fa per la ristrutturazione dell’aeroporto di Canton?

A. A.: Certamente abbiamo nuovi progetti, tuttavia non posso dirle nulla al momento per ovvi motivi di riservatezza.

Rimandiamo allora alla prossima intervista la nostra domanda e attendiamo lo sviluppo di nuovi progetti della Targetti in Asia per avere ulteriori aggiornamenti.

da Hangzhou, Fabiola Moroni